mag 18 2012

La “resistenza attiva non violenta” come risposta al “colpo di stato elettorale”

Congo Attualità n. 148 – Editoriale a cura della Rete Pace per il Congo

 

Ultimamente, Guy de Boeck suole iniziare la sua rassegna stampa di ogni giorno (in www.congoforum.be), con le seguenti parole:

«Come ogni atto, anche la formazione del governo Matata deve essere inquadrata nel suo contesto, che è quello di un colpo di stato. Considerato il tempo trascorso, i veri risultati delle elezioni del 28/11/11 rimarranno, probabilmente, per sempre sconosciuti.

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mag 18 2012

Congo Attualità n. 148

SOMMARIO:

EDITORIALE:
La “resistenza attiva non violenta” come risposta al “colpo di stato elettorale”

1. POLITICA INTERNA

a. Assemblea Nazionale dei Deputati

b. Il nuovo Governo

c. I primi dubbi

d. Presentazione del nuovo governo all’Assemblea Nazionale dei Deputati

2. PROCESSO ELETTORALE

3. DIRITTI UMANI

4. LA CRISI DELLA R.D. CONGO IN UN’AUDIZIONE AL SENATO ITALIANO

 

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mag 17 2012

ITALIA: LA CRISI DELLA R.D. CONGO IN UN’AUDIZONE AL SENATO

Fonte: Atlasweb – 17 maggio 2012

Si sta facendo strada verso il Senato un’iniziativa della società civile congolese, ricevuta ieri a Palazzo Madama per un’audizione presso la Commissione diritti umani, durante la quale è stata esposta la difficile situazione nella quale versa da anni la Repubblica democratica del Congo, nell’indifferenza quasi generalizzata dei grandi mezzi d’informazione e dell’opinione pubblica italiana e internazionale.

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mag 14 2012

LA MALEDIZIONE DELL’ORO DEL KIVU

1. UNA GRANDE SOCIETÀ IN CERCA D’ORO

Nel nostro articolo del 10 maggio 2010, intitolato “L’oro del Kivu fa correre” avevamo espresso la nostra preoccupazione per le attività di ricerca e di estrazione d’oro a Twangiza / Luhwinja (Sud Kivu), nella Repubblica Democratica del Congo. Abbiamo rifatto la storia della società canadese “Banro Corporation”, ora titolare di vari permessi di ricerca e di estrazione d’oro nel Kivu.

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mag 10 2012

Il generale Bosco Ntaganda deve essere arrestato e trasferito alla CPI

Congo Attualità n. 147 – Editoriale a cura della Rete Pace per il Congo

 

Il Kivu, soprattutto il Nord Kivu, è ancora alle prese con il fenomeno delle diserzioni di varie centinaia di militari che, prima di essere integrati nell’esercito nazionale nel 2009, facevano parte della milizia del Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo (CNDP), un movimento politico militare prossimo all’attuale regime ruandese. I militari disertori sono quelli che più strettamente collaborano con il generale Bosco Ntaganda, ex Capo di Stato Maggiore della milizia del CNDP e ora integrato nell’esercito congolese come n° 2 al comando dell’operazione militare Amani Leo (La Pace oggi), condotta ufficialmente contro i ribelli ruandesi delle Forze Democratiche di Liberazione del Ruanda (FDLR).

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mag 10 2012

Congo Attualità n. 147

SOMMARIO

EDITORIALE:
Il generale Bosco Ntaganda deve essere arrestato e trasferito alla CPI

1. LE CONTRADDIZIONI DI UN ESERCITO

a. Le diserzioni di militari CNDP

b. Il permutamento dell’811° reggimento

c. Gli scontri tra le FARDC e i militari disertori

2. ALCUNE DICHIARAZIONI

a. Il comunicato del CNDP

b. Le dichiarazioni di Bosco Ntaganda

c. Le dichiarazioni del Governatore Julien Paluku

d. Le raccomandazioni di Renaissance Africaine / Aeta Sud Kivu

3. VERSO LA CREAZIONE D’UNA NUOVA RIBELLIONE

a. La sospensione delle operazioni militari contro i disertori

b. L’apparizione di un nuovo movimento ribelle chiamato M23

4. LA SITUAZIONE UMANITARIA

a. Gli sfollati e l’aumento dei prezzi

5. PER UNA LETTURA DELLA REALTÀ

a. L’integrazione del CNDP nelle FARDC: un grave errore

b. La precarietà della situazione politica e militare

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mag 08 2012

CONGO: 241 MILA SFOLLATI IN SOLI TRE MESI

Solidarietà e preghiera

La gente, dopo tanti anni di guerra e sofferenza legate soprattutto allo sfruttamento delle ricchezze del paese, sta vivendo giorni difficili.

Esodo di popolazioni, insicurezza, sofferenze, militari ribelli e governativi schierati fanno temere la ripresa della guerra nel Nord e Sud Kivu.

241 mila, in soli tre mesi – da gennaio a marzo 2012 – , sono gli sfollati che abbandonano abitazioni e terre in cerca di rifugio in qualche altro angolo del Paese. Lo fanno per scappare dalle violenze che devastano i loro villaggi.

Questi deportati rappresentano un aumento degli sfollati nel Paese, che, secondo il Bureau di Coordinamento degli Affari Umanitari dell’Onu, oggi oltrepassano i 2 milioni.

La situazione umanitaria si è aggravata a causa degli scontri militari.

I prezzi dei prodotti alimentari sono raddoppiati: un sacco (100 kg) di patate da 30$ è passato a 50$, un sacco di fagioli da 50 a 90$, un sacco di manioca da 30 a 50$.

E i salari che ci sono vanno da 50 a 130 $ al mese … la vita è durissima!

Sì, è necessaria la solidarietà anche attraverso il sostegno ai piccoli progetti che già esistono.

Le persone, le comunità, la gente, sono parte della nostra famiglia. Si può fare di più!

Quanti di noi hanno avuto il dono di condividere, in qualche modo, le ansie e le speranze del popolo congolese, sentono il bisogno di essere oggi vicini agli amici, alle comunità, alle popolazioni inermi e innocenti.

Per questo proponiamo di rinnovare la nostra solidarietà e il nostro impegno per l’affermazione dei diritti umani fondamentali nel Nord e Sud Kivu e perché cessino le violenze sulle popolazioni, sui bambini e sulle donne in particolare; per portare – per quanti credono – anche nella preghiera le sofferenze della gente unendoci a Maria, Donna coraggiosa.

“Santa Maria… da quando sul Calvario ti trafissero l’anima,

non c’è pianto di madre che ti sia estraneo, non c’è solitudine di vedova che tu non abbia sperimentato, non c’è avvilimento di donna di cui non senta l’umiliazione. […]

Tu che rimanesti in piedi sotto la croce, statua vivente della libertà, fa’ che tutte le donne, ispirandosi alla tua fierezza femminile, sotto il diluvio delle sofferenze di ogni specie, al massimo pieghino il capo ma non curvino mai la schiena”.

(Don Tonino Bello)

Già tante donne, in particolare, in Congo come in Italia, pregano “il mese di maggio”. Possiamo unirci a loro!

Siamo grati a quanti comunicheranno la loro adesione all’indirizzo info@paceperilcongo.it .

Gli amici della “Rete Pace per il Congo”

apr 27 2012

E ora, che fare?

Congo Attualità n. 146 – Editoriale a cura della Rete Pace per il Congo

 

La realtà attuale.

La camera dei Deputati ha eletto il suo Comitato di presidenza e il Presidente della Repubblica ha nominato un nuovo Primo Ministro incaricato di formare il nuovo governo.

Tutto si svolge come se le elezioni del 28 novembre fossero state “libere, democratiche, trasparenti e corrette”. Anche la maggior parte dei membri dell’opposizione non osano più rimettere in discussione i risultati elettorali pubblicati e hanno accettato di entrare nell’ingranaggio del sistema, per “portare, in nome del popolo che li ha eletti, la loro lotta all’interno delle nuove istituzioni”.

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apr 27 2012

Congo Attualità n. 146

SOMMARIO:

EDITORIALE: E ora, che fare?

1. POLITICA INTERNA

a. L’Assemblea Nazionale dei Deputati ha eletto il suo comitato di presidenza

b. Matata Ponyo, nominato nuovo Primo Ministro

c. L’Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale (UDPS)

2. DUE SEMINARI DI VALUTAZIONE DELLA PRIMA FASE DEL CICLO ELETTORALE

a. La Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI)

b. AETA (Agire per Elezioni Trasparenti e Pacifiche)

3. LA SOCIETÀ CIVILE PREOCCUPATA PER LA GRAVE SITUAZIONE DI INSICUREZZA

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apr 20 2012

Il prezzo della Pace

Congo Attualità n. 145 – Editoriale a cura della Rete Pace per il Congo

 

All’inizio di aprile, nelle due province del Kivu, qualche centinaio di militari hanno disertato le file dell’esercito. Si tratta di militari provenienti dal Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo (CNDP), integrati nell’esercito nazionale nel 2009 ma ancora sotto il comando del generale Bosco Ntaganda, anch’egli del CNDP, un movimento politico-militare fomentato e appoggiato dal regime ruandese e ora trasformato in partito politico, membro della Maggioranza Presidenziale (MP).

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