Dic 06 2016

Una crisi politica ancora in attesa di soluzione

Editoriale Congo Attualità n. 302– a cura della Rete Pace per il Congo

 

Le proposte del Raggruppamento dell’opposizione per un’uscita dalla crisi

Il 24 novembre, la Commissione per le strategie del Raggruppamento dell’Opposizione (RASSOP) ha trasmesso alla CENCO un documento in cui riporta alcune proposte per risolvere l’attuale crisi politica, sorta in seguito alla mancata organizzazione delle elezioni presidenziali entro i tempi previsti dalla costituzione. La maggiore responsabilità di questa crisi ricade, senza alcun dubbio, sulla Maggioranza Presidenziale, che ha fatto di tutto per mantenere l’attuale Presidente della Repubblica al potere anche dopo la fine del suo secondo ed ultimo mandato presidenziale.

Secondo il documento del RASSOP,

«– Le parti implicate nella soluzione dell’attuale crisi politica sono, da un lato, i firmatari dell’accordo del 18 ottobre e, dall’altro, il Raggruppamento delle forze politiche e sociali acquisite al cambiamento.

– Le elezioni presidenziali abbinate alle legislative nazionali saranno organizzate nel mese di settembre 2017 e quelle provinciali nel mese di dicembre dello stesso anno.

– I principi generali che potranno contribuire alla soluzione della crisi sono i seguenti:

  1. le parti interessate si impegnano solennemente a rispettare la Costituzione e ad astenersi da qualsiasi iniziativa di una sua revisione o di un suo cambiamento, sia per via parlamentare che referendaria; b. il Presidente attualmente in funzione, il cui secondo e ultimo mandato terminerà il 19 dicembre 2016, non tenterà di candidarsi per un terzo mandato;
  2. la durata del periodo intermedio non potrà superare i dodici mesi (un anno) a partire dal 20 dicembre 2016;
  3. Per quanto riguarda la questione fondamentale relativa al Presidente della Repubblica, il Raggruppamento è disposto a discuterne con i firmatari dell’accordo del 18 ottobre.
  4. La partecipazione delle parti implicate nell’esercizio del potere durante il periodo intermedio sarà inclusiva e paritaria.
  5. Circa il Governo della Repubblica, nel contesto della coabitazione e della partecipazione delle due famiglie politiche alla leadership nazionale durante il periodo di transizione, il governo della Repubblica sarà guidato da un Primo Ministro, Capo del Governo, designato dal Raggruppamento delle forze politiche e sociali acquisite al cambiamento. La ripartizione delle responsabilità tra le due famiglie politiche in seno al Governo sarà effettuata mediante concertazioni e su base paritaria, nell’ambito di trattative bilaterali».

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Nov 28 2016

Fumata bianca per un primo ministro

Editoriale Congo Attualità n. 301– a cura della Rete Pace per il Congo

Una nomina inaspettata

Il 17 novembre, il Presidente della Repubblica Joseph Kabila ha nominato Primo Ministro il deputato Samy Badibanga, uno dei membri dell’opposizione che hanno partecipato al dialogo.

Ex consigliere speciale di Etienne Tshisekedi, eletto deputato nazionale nel 2011 sulla lista dell’Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale (UDPS), Samy Badibanga aveva deciso, insieme ad altri 32 colleghi dell’UDPS, di mantenere il suo ruolo di parlamentare, contrariamente alle disposizioni del partito che aveva chiesto a tutti i suoi membri eletti di rinunciarvi. Attualmente era presidente del gruppo parlamentare dell’UDPS e alleati alla Camera dei Deputati.

La nomina di Badibanga è la conseguenza normale dell’accordo firmato il 18 ottobre, a Kinshasa, alla fine del dialogo politico svoltosi tra la Maggioranza Presidenziale e una parte dell’opposizione e della Società civile. Tale accordo prevede la creazione di un governo di unità nazionale guidato da un Primo Ministro proveniente dall’opposizione che ha partecipato al dialogo e con la missione prioritaria di organizzare le elezioni presidenziali entro la fine del mese di aprile 2018. È necessario ricordare che, secondo le disposizioni costituzionali, tali elezioni avrebbero dovuto essere organizzate entro la fine del mese di novembre 2016.

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Nov 28 2016

Congo Attualità n. 301

INDICE

EDITORIALE: FUMATA BIANCA PER UN PRIMO MINISTRO

  1. VERSO LA FORMAZIONE DI UN NUOVO GOVERNO
  2. LA VISITA DI UNA DELEGAZIONE DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA
  3. LA MISSIONE DI MEDIAZIONE INTRAPRESA DALLA CENCO
  4. IL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DAVANTI AL PARLAMENTO
  5. LA NOMINA DI UN NUOVO PRIMO MINISTRO

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Nov 22 2016

Firma la petizione per fermare i massacri di Beni

beni

Carissimi amici,
vi chiediamo di firmare la petizione di Amnesty International per fermare i Massacri di Beni.

Dal 2014, i civili di Beni, nel Nord-Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), sono vittime di massacri ricorrenti. Circa 700 di loro hanno già trovato la morte e il bilancio continua ad appesantirsi.
Il governo congolese e la missione delle Nazioni Unite in RDC (MONUSCO) attribuiscono la responsabilità di questi sanguinosi attacchi a un gruppo armato ugandese, che essi hanno combattuto, con successo, secondo loro. Eppure, gli eccidi di Beni continuano.Che cosa succede veramente a Beni? Un rapporto del gruppo di esperti dell’ONU sulla RDC traccia una situazione molto più complessa. Infatti, certi alti responsabili delle forze armate della RDC e di altri gruppi armati potrebbero a loro volta essere implicati nei massacri. In più dei massacri perpetrati, l’impunità regna e i responsabili non sono inquietati.

È tempo di agire. Domandate al governo della RDC e all’ONU di prendere misure concrete per la protezione dei civili, come pure di fare ogni sforzo per lottare contro l’impunità, facendo delle inchieste e traducendo in giudizio i responsabili dei crimini commessi a Beni.

Ott 27 2016

Celebriamo i nostri martiri congolesi: serata di riflessione e preghiera

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