Feb 24 2017

L’improvvisa morte di Etienne Tshisekedi aggrava ancor di più l’attuale crisi politica

Editoriale Congo Attualità n. 310– a cura della Rete Pace per il Congo

Il 1° febbraio, il presidente dell’Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale (UDPS), Étienne Tshiskedi wa Mulumba, è deceduto alle 17h22, all’ospedale Santa Elisabetta di Bruxelles, in Belgio, in seguito a un’embolia polmonare. Aveva 84 anni. Era arrivato il 24 gennaio da Kinshasa, per sottoporsi a una “visita medica” di controllo.

Si è detto che la sua morte è arrivata improvvisa e inaspettata. In realtà, già da molti mesi Étienne Tshiskedi sentiva il peso di un’età già avanzata: camminava lentamente e parlava con difficoltà.

Ciò nonostante, continuava ad essere il presidente dell’Unione per la Democrazie e il Progresso Sociale (UDPS), uno dei principali partiti dell’opposizione. Come presidente del Comitato dei Saggi del Raggruppamento dell’Opposizione (RASSOP), una coalizione di varie piattaforme dell’opposizione politica era destinato ad essere anche presidente del prossimo Consiglio Nazionale di Supervisione dell’applicazione dell’Accordo del 31 dicembre (CNSA).

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Feb 24 2017

Congo Attualità n. 310

INDICE

EDITORIALE: L’IMPROVVISO DECESSO DI ÉTIENNE TSHISEKEDI AGGRAVA ANCOR DI PIÙ L’ATTUALE CRISI POLITICA

  1. IL DECESSO DI ETIENNE TSHISEKEDI
    1. I preparativi dei funerali
    2. Una successione che si preannuncia difficile
    3. Le conseguenze sulle trattative in corso per l’applicazione dell’accordo del 31 dicembre

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Feb 15 2017

DESIGNAZIONE DEL NUOVO PRIMO MINISTRO → ANCORA NESSUN ACCORDO TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE

Editoriale Congo Attualità n. 309– a cura della Rete Pace per il Congo

 

La principale questione che ha bloccato le trattative in corso tra la Maggioranza Presidenziale (MP) e il Raggruppamento dell’Opposizione (RASSOP) circa il documento finale sull’applicazione dell’accordo del 31 dicembre riguarda le modalità di designazione del Primo Ministro del nuovo governo di unità nazionale previsto dallo stesso accordo.

L’articolo III.3.3. dell’accordo del 31 dicembre

Secondo l’articolo III.3.3. dell’accordo citato, «il Governo della Repubblica è guidato dal Primo Ministro presentato dall’opposizione politica non firmataria dell’accordo del 18 ottobre 2016 / Raggruppamento dell’Opposizione e nominato dal Presidente della Repubblica conformemente all’articolo 78 della Costituzione», secondo il quale «il Presidente della Repubblica nomina il Primo Ministro all’interno della maggioranza parlamentare, previa consultazione di essa … Se non esistesse tale maggioranza, il Presidente della Repubblica affida una missione di esplorazione ad una persona, al fine di individuare una coalizione …».

In realtà, secondo alcuni osservatori, l’articolo III.3.3. dell’accordo sembra un articolo alquanto confuso e impreciso o, almeno, mal formulato, in quanto unisce in un’unica formulazione due realtà diverse, ma senza riuscire ad armonizzarle.

Infatti, nella sua prima parte, l’articolo menzionato afferma in modo molto chiaro che il nome del futuro Primo ministro è presentato dal Raggruppamento dell’Opposizione ma, nella seconda parte, afferma che il Presidente della Repubblica nomina il primo Ministro (presentato dal RASSOP) conformemente all’articolo 78 della costituzione, cioè all’interno della maggioranza parlamentare o, in sua mancanza, all’interno di un nuova coalizione parlamentare, individuata da un esploratore incaricato dal Presidente della Repubblica stesso.

L’ambiguità dell’articolo in questione, senz’altro risultato di un compromesso che si è voluto raggiungere a tutti i costi, sembra confermata dal fatto che esso non determina affatto le modalità di designazione del nuovo Primo Ministro, tant’è vero che l’articolo seguente, il III.3.4., aggiunge: «Le modalità pratiche dell’attuazione dei principi sopra enunciati saranno precisate da un ulteriore accordo tra le parti, anch’esso considerato come parte integrante del presente accordo».

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Feb 15 2017

Congo Attualità n. 309

INDICE

EDITORIALE: DESIGNAZIONE DEL NUOVO PRIMO MINISTRO → ANCORA NESSUN ACCORDO TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE

  1. LE TRATTATIVE SULLE MODALITÀ DI APPLICAZIONE DELL’ACCORDO DEL 31 DICEMBRE
    1. 24-28 gennaio: un’altra settimana di discussioni, ma senza a ancora nessuna conclusione
    2. La questione della designazione e conseguente nomina del Primo Ministro
    3. Misure di rasserenamento del clima politico

 

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Feb 09 2017

NORD KIVU → DUE ALLARMI PER UN’INCHIESTA

Editoriale Congo Attualità n. 308– a cura della Rete Pace per il Congo

 

Un’incursione dell’M23 a partire dall’Uganda

Metà gennaio, secondo le informazioni rese pubbliche dal Governatore del Nord Kivu, Julien Paluku, un gruppo di ex miliziani dell’ex Movimento del 23 marzo (M23), fuggiti in Uganda in dicembre 2013 dopo essere stati sconfitti dall’esercito congolese, sarebbero rientrati in territorio congolese, probabilmente per preparare una nuova guerra con la complicità di alcuni loro ex colleghi rimasti in Congo. Dopo le prime smentite, anche le autorità militari ugandesi hanno ammesso di aver arrestato ben 101 ex miliziani M23, fuggiti dal campo di accoglienza di Bihanga, in Uganda mentre erano diretti verso la frontiera con il Congo. Anche le autorità militari ruandesi hanno dichiarato di aver arrestato una trentina di ex miliziani M23 che sarebbero fuggiti dal Congo in seguito a degli scontri con l’esercito congolese.

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Feb 09 2017

Congo Attualità n. 308

INDICE

EDITORIALE: NORD KIVU → DUE ALLARMI PER UN’INCHIESTA

  1. SEGNI PREMONITORI DI UNA NUOVA GUERRA NEL NORD-KIVU
    1. In aumento la voglia di rivolta tra i rifugiati tutsi congolesi in Ruanda da vent’anni
    2. Un’irruzione dell’M23 su territorio congolese a partire dall’Uganda
    3. La caduta di due elicotteri militari
    4. Alcuni elementi per un’inchiesta
    5. Chi trae vantaggio dalla guerra?

 

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Gen 25 2017

Dalla scorciatoia della suddivisione del potere alla volontà politica di organizzare le elezioni

Editoriale Congo Attualità n. 307– a cura della Rete Pace per il Congo

 

Un ennesimo dialogo per la suddivisione del potere?

L’11 gennaio, al centro interdiocesano di Kinshasa, sono iniziati i lavori sull’annesso relativo alle modalità di attuazione dell’accordo del 31 dicembre. Diversi sono ancora i punti di divergenza tra le varie parti, soprattutto sulla ripartizione delle responsabilità (posti ministeriali) nel prossimo governo, sulla procedura di designazione del Primo Ministro e sulla composizione del Consiglio Nazionale di Monitoraggio dell’Accordo.

Per quanto riguarda la ripartizione dei posti ministeriali nel prossimo governo, il Raggruppamento dell’Opposizione (RASSOP) ritiene che essa dovrebbe essere fatta, in forma paritaria (50% e 50%) tra i firmatari e i non firmatari dell’accordo del 18 ottobre, tenendo conto dell’attuale configurazione bipolare delle forze politiche e sociali. Secondo la Maggioranza Presidenziale (MP), invece, l’assegnazione dei posti ministeriali dovrebbe essere fatta sulla base della configurazione delle tre principali componenti (Maggioranza, Raggruppamento dell’Opposizione e società civile). Sulla designazione del Primo Ministro, la MP chiede al RASSOP di designare cinque candidati, affinché il presidente Kabila possa nominarne uno come Primo Ministro. Ma il RASSOP ritiene che, secondo l’accordo del 31 ottobre, la scelta del Primo Ministro è di sua competenza e, quindi, intende proporre un solo candidato.

Circa la ripartizione dei posti nel Consiglio Nazionale di Monitoraggio dell’accordo del 31 dicembre, la MP accusa il RASSOP di voler accaparrarsi di 24 posti sui 28 disponibili. Da parte sua, il RASSOP ha rinunciato ad avere un posto di Vice Presidente, tra i 3 disponibili, ma esige il posto di relatore.

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Gen 25 2017

Congo Attualità n. 307

INDICE

EDITORIALE: DALLA SCORCIATOIA DELLA SUDDIVISIONE DEL POTERE ALLA VOLONTÀ POLITICA DI ORGANIZZARE LE ELEZIONI

  1. IL RAGGRUPPAMENTO FAVOREVOLE A UN PRIMO MINISTRO MEMBRO DELL’UDPS
  2. LE TRATTATIVE SULL’ANNESSO ALL’ACCORDO DEL 31 DICEMBRE 2016
    1. L’apertura dei lavori
    2. Le proposte sulla composizione del nuovo governo
    3. Le proposte sulla designazione del Primo Ministro
    4. Le proposte sulla composizione del Consiglio Nazionale di Monitoraggio dell’applicazione dell’Accordo
    5. La continuazione dei lavori
  3. IL FRONTE PER IL RISPETTO DELLA COSTITUZIONE HA FIRMATO L’ACCORDO
  4. I RITARDI NELL’APPLICAZIONE DELLE MISURE DI RASSERENAMENTO DEL CLIMA POLITICO

 

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Gen 13 2017

“Congo, quo vadis?” incontro a Parma

Gen 12 2017

L’accordo della notte di San Silvestro

Editoriale Congo Attualità n. 306– a cura della Rete Pace per il Congo

Il 31 dicembre, le varie parti politiche e sociali della Repubblica Democratica del Congo (RDCongo) hanno finalmente raggiunto un accordo su come gestire il Paese dopo la mancata organizzazione delle elezioni presidenziali e legislative nazionali previste nel mese di novembre 2016. L’accordo è stato raggiunto grazie alla mediazione dei vescovi della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo (Cenco) e le trattative si sono svolte presso il Centro interdiocesano di Kinshasa.

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