Ott 12 2017

30 settembre 2017 → un appuntamento mancato e l’urgenza di fissarne rapidamente un altro

Editoriale Congo Attualità n.336 – a cura di Rete Pace per il Congo

 

L’accordo del 31 dicembre 2016 prevede l’organizzazione delle elezioni presidenziali, legislative nazionali e legislative provinciali entro il mese di dicembre 2017 al più tardi. Da parte sua, la Costituzione stipula che le elezioni presidenziali siano convocate 90 giorni prima della fine del mandato del Presidente della Repubblica in funzione. Ne consegue che la Commissione elettorale avrebbe dovuto convocare l’elettorato il 30 settembre scorso, ciò che non ha fatto, perché non ha ancora portato a termine l’operazione di registrazione degli elettori. Ne deriva che le elezioni previste, in principio,  entro la fine del mese di dicembre 2017, non potranno aver luogo entro tale data.

Continue reading

Ott 12 2017

Congo Attualità n. 336

INDICE

EDITORIALE: 30 SETTEMBRE 2017 → UN APPUNTAMENTO MANCATO E L’URGENZA DI FISSARNE RAPIDAMENTE UN ALTRO

  1. LA CRISI POLITICA CONGOLESE ALLA 72ª ASSEMBLEA GENERALE DELL’ONU
  2. UN PARLAMENTO poco interessato al processo elettorale
  3. I VESCOVI DELLA CENCO IN MISSIONE DI ADVOCACY IN EUROPA
  4. IL RAGGRUPPAMENTO DELL’OPPOSIZIONE INSISTE: UNA TRANSIZIONE SENZA KABILA
  5. DOPO IL 30 SETTEMBRE: DISOBBEDIENZA CIVILE E FISCALE?

Continue reading

Ott 06 2017

Dopo “Una notte con il Congo RD”

Dopo “Una notte con il Congo RD che piange, lotta e spera”
Comunicato

Sabato sera 30 settembre, la città di Bologna era già in movimento per accogliere Papa Francesco, e la chiesa di San Benedetto, a metà strada fra la Stazione e la Cattedrale di S. Petronio, ci ha aperto le porte per vivere “Una notte con il Congo RD che piange, lotta e spera”. Uno striscione sopra l’entrata e dei manifesti segnalavano ai numerosi passanti quello che stavamo per vivere.

A poco a poco, nella chiesa si sono radunate quasi cento persone, alcune delle quali venute da lontano: Roma, Terni, Ferrara, Padova, Milano, persino dalla Svizzera; uomini e donne, giovani, adulti, anziani… Don Mirko Santandrea, coordinatore dei Centri Missionari dell’Emilia Romagna, è venuto da Faenza a esprimere partecipazione e incoraggiamento.

Nella prima parte della nottata abbiamo ascoltato testimonianze, visto alcuni video, seguito alcuni canti rap, jazz, corali, popolari… che ci hanno immersi spiritualmente nel dramma, nella lotta e nella speranza del popolo congolese. Poi le riflessioni sono diventate preghiera, per dare voce attraverso un salmo al grido del popolo congolese, e forza alla nostra speranza attraverso l’ascolto della parola di Dio. Abbiamo pregato per i milioni di morti e per chi lotta e spera.
Era l’una passata di domenica 1° ottobre quando abbiamo concluso la prima parte. Alcune persone che venivano da lontano o avevano impegni pressanti lungo la giornata sono partite; è rimasto un piccolo gruppo fino al mattino, concludendo con il Rosario e la preghiera delle Lodi.

Durante la notte, abbiamo dato lettura dei numerosi messaggi di partecipazione venuti dal Congo, dall’Italia, dalla Francia, dal Belgio, dal Canada. Ci siamo sentiti un’unica famiglia che insieme, in varie parti del mondo, volgeva il suo pensiero al popolo congolese, lo sosteneva con la sua simpatia ed empatia, con la sua preghiera.

Tra le testimonianze, c’era quella di John Mpaliza, camminatore di pace, che con alcuni amici l’indomani mattina, 1° ottobre, sarebbe partito da Reggio Emilia verso Roma, per far conoscere la sofferenza e la speranza del popolo congolese. Arriveranno a Roma il 27 ottobre, e il 29, giorno anniversario del martirio di Mons. Munzihirwa, saranno in Piazza S. Pietro all’Angelus del Papa.

Anche di loro abbiamo parlato nella lettera che p. Silvio e Jean-Damascène hanno poi consegnato nel primo pomeriggio di domenica al Papa, in visita alla città di Bologna. In essa, abbiamo detto che in comunione con i Vescovi del Congo e con la Chiesa bolognese, volevamo condividere la sofferenza e la speranza del popolo congolese e abbiamo chiesto al Papa di continuare a rimanere vicino al popolo congolese nel suo impegno per la giustizia, la democrazia e una pace duratura.

Grazie alla Chiesa di Bologna e al suo Vescovo, grazie a voi tutti che ci avete dato coraggio condividendo con noi l’iniziativa, in vari modi e luoghi. Continuiamo insieme, mettendo a disposizione del sogno di dignità del popolo congolese il nostro interessamento, la nostra preghiera e il nostro impegno personale.

Viva il popolo congolese! Viva la sua dignità e libertà!

Parma, 4 ottobre 2017.

Rete Pace per il Congo, a nome di tutti i Partecipanti.

 

 

Trovate altre foto della serata sulla nostra Pagina Facebook.

Set 28 2017

Voto semi-elettronico per le prossime elezioni presidenziali, legislative e provinciali? → no, troppi rischi!

Editoriale Congo Attualità n.335 – a cura di Rete Pace per il Congo

 

Dopo aver constatato l’esagerazione delle dimensioni e del costo del modello di scheda elettorale cartacea usato nel 2006 e 2011, il presidente della CENI sta proponendo l’introduzione del voto semi – elettronico.

Si tratterrebbe di una scheda elettorale in bianco (senza liste di partiti e di candidati) da introdurre in una macchina informatica collegata a internet. Sullo schermo della macchina apparirebbe la lista dei vari candidati. Dopo aver selezionato il nome del candidato scelto, l’elettore dovrebbe semplicemente confermare il suo voto. La macchina stamperebbe automaticamente il voto espresso dall’elettore sulla scheda elettorale, che sarebbe poi restituita all’elettore, per introdurla nell’urna elettorale. Si tratterrebbe quindi di un voto contemporaneamente elettronico e cartaceo.

Alla fine dell’operazione elettorale, la macchina per votare fornirebbe immediatamente il tabulato dei risultati elettorali ottenuti. Nello stesso tempo, i membri del seggio elettorale procederebbero allo spoglio delle schede elettorali cartacee introdotte nell’urna e al conteggio manuale dei voti.

Alla fine delle operazioni i risultati elettorali della macchina per votare dovrebbero corrispondere a quelli dei verbali manuali prodotti dai membri del seggio elettorale.

Il presidente della CENI  assicura che questa modalità di voto consentirà un risparmio di soldi e di tempo, ciò che è messo in dubbio da varie organizzazioni esperte in materia elettorale.

Continue reading

Set 28 2017

Congo Attualità n. 335

INDICE

EDITORIALE: VOTO SEMI-ELETTRONICO PER LE PROSSIME ELEZIONI PRESIDENZIALI, LEGISLATIVE E PROVINCIALI? → NO, TROPPI RISCHI!

  1. LA QUESTIONE DEL VOTO ELETTRONICO O SEMI-ELETTRONICO
    1. La presentazione di una nuova modalità di voto
    2. Il comunicato di Aprodec
    3. La conferenza stampa di AETA e ODEP
    4. L’analisi di Alain-Joseph Lomandja, esperto in questioni elettorali
  2. ELEZIONI LEGISLATIVE NAZIONALI: ELEGGIBILITÀ CON SBARRAMENTO DEL 3%

Continue reading

Set 20 2017

Congo Attualità n. 334

INDICE

  1. IL MEETING PREVISTO DALL’OPPOSIZIONE IL 3 SETTEMBRE INTERDETTO E ANNULLATO
  2. UN TERZO DIALOGO?
  3. UNA TRANSIZIONE SENZA KABILA?
  4. L’OPERAZIONE DI REGISTRAZIONE DEGLI ELETTORI

Continue reading

Set 12 2017

Una notte con il Congo RD che piange, lotta e spera

COMUNICATO STAMPA

 

Una notte con il Congo RD che piange, lotta e spera

 

Una notte con il Congo Rd a Bologna organizzata da Rete Pace per il Congo il 30 settembre 2017Alla vigilia della visita di Papa Francesco alla città di Bologna, incoraggiati dal Vescovo della Chiesa bolognese, accogliamo l’invito dei Vescovi congolesi a pregare, digiunare, vivere in “fraterna prossimità” con il popolo che soffre.

Passeremo una notte con il popolo della Repubblica Democratica del Congo, accanto alle sue sofferenze, alle sue lotte non violente, alle sue speranze, per conoscerle, accoglierle in noi e sostenere il suo cammino con l’empatia umana e la preghiera.

Ricco nel suolo, nel sottosuolo, e soprattutto nella calda umanità dei suoi abitanti, il popolo congolese non ha tuttavia mai conosciuto una vera pace nella giustizia. Uscito nel 1960 da un duro periodo coloniale, solo per un breve momento ha gustato il sogno di dignità e di giustizia, precipitando presto in una lunga dittatura che l’ha  impoverito e umiliato. Appena stava cercando una via d’uscita nonviolenta verso la democrazia, ha subìto dal 1996 l’impatto di due violentissime guerre, orchestrate oltre frontiera, che, con una sequela non ancora terminata di violenze, hanno fatto più di sei milioni di morti, quasi tutti civili, vittime di massacri, fame, distruzioni e stupri usati come arma di guerra.

Benché ancora afflitto dall’insicurezza, con entusiasmo il popolo congolese andò alle urne nel 2006 per eleggere il suo Presidente. In quell’anno approvò anche la sua nuova Costituzione, che prevedeva due soli mandati per il Capo dello Stato.

Il secondo e ultimo mandato del Presidente Joseph Kabila è scaduto il 19 dicembre scorso, senza che fossero organizzate le elezioni e il Paese ha rischiato di cadere nel caos.

I Vescovi hanno tentato una mediazione inclusiva di tutte le forze, giungendo all’accordo detto di S. Silvestro 2016. Ad oggi, però, la tensione resta alta e, a causa del non rispetto di quest’accordo, nessun appuntamento elettorale si profila ancora con precisione all’orizzonte.

Il popolo conosce la fame aggravata da una svalutazione galoppante della moneta che quest’anno ha perso il 30% del suo valore. I salari della maggior parte della popolazione sono diventati infimi, mentre i politici altolocati nuotano nella ricchezza. La siccità, che ha colpito vaste zone dell’Est, ha trovato agricoltori abbandonati a loro stessi. Tutto si paga: la scuola come la sanità e chi non ha mezzi non vi accede. La corruzione prosciuga le tasche della gente o la esclude dai suoi diritti. Di fronte a un piccolo nucleo di arricchiti, i quattro quinti degli 80 milioni di Congolesi vivono in situazione di estrema povertà; circa otto milioni di loro, secondo la FAO, sono alla fame. L’insicurezza è ancora alta, soprattutto nelle zone minerarie e agricole del Kivu, con rapimenti, uccisioni, distruzioni. Il banditismo prospera e una miriade di gruppi armati ottengono armi dal commercio illegale di minerali. Molte persone vengono rapite, e liberate solo su riscatto, il che spinge all’impoverimento famiglie già provate. Nonostante la presenza di circa 19mila militari dell’ONU e dell’esercito congolese, il territorio non è governato. Nel Kasai, che brucia dall’agosto 2016 per una ribellione durissimamente repressa, si contano oltre tremila uccisi e un milione e quattrocentomila sfollati. Secondo i calcoli dell’ONU, l’intero Paese conta circa quattro milioni di sfollati interni.

Malgrado ciò, la popolazione resiste con tenacia, molti giovani in particolare. Benché in vari Paesi circostanti il Presidente sembri eternizzarsi al potere, il popolo congolese mantiene il sogno di una democrazia possibile, di una libertà possibile, di una giustizia possibile. Ha pagato e paga il suo coraggio di parlare, di sfilare, di denunciare, con le minacce, gli attentati, gli arresti e perfino la morte. Ma resta indomito.

Da parte nostra, vogliamo passare una notte con questo popolo. Per sapere, per partecipare, per includere nel nostro mondo un popolo la cui sofferenza ha anche radici lontane, che giungono fino a noi.

Per questo, ci troveremo a Bologna, presso la Chiesa di San Benedetto, Via dell’Indipendenza 64, dalle 21.00 di sabato 30 settembre fino alle 6.00 di domenica 1° ottobre 2017.

Tra le iniziative previste: testimonianze, interviste, video, canti, musica, preghiera.

Una lettera sarà fatta pervenire personalmente a papa Francesco.

Chi non potrà partecipare, potrà sempre trovare altri modi di stare accanto al Congo, attraverso iniziative personali o di gruppo.

 

Rete Pace per il Congo

in collaborazione con

Diocesi di Bologna

Centri Missionari Diocesani dell’Emilia Romagna

Congolesi della diaspora

Amici e amiche del Congo

 

 

 

Per informazioni:

Rete Pace per il Congo – Parma

tel. 0521.314263

cell. 329.40.220.15 (J. Damas)

www.paceperilcongo.it

info@paceperilcongo.it

 

Set 12 2017

Una transizione senza Kabila –> proposta realizzabile e progetto irrealistico?

Editoriale Congo Attualità n.333 – a cura di Rete Pace per il Congo

 

Promesse non mantenute e ritardi ingiustificati

Varie sono state le recenti promesse della Commissione elettorale.

Il 27 luglio, in visita a Kananga, il presidente della Commissione elettorale, Corneille Nangaa, aveva annunciato l’inizio dell’operazione di registrazione degli elettori nel Kasai centrale “entro pochi giorni”.

Il 2 agosto, benché esortando i politici a tenere conto delle difficoltà di ordine tecnico e logistico, Corneille Nangaa aveva promesso di rendere pubblico il calendario elettorale entro la fine del mese di agosto.

Il mese di agosto è terminato senza che queste due promesse siano state mantenute.

Questi due elementi sono più che sufficienti per dimostrare che, di fatto, la CENI contribuisce a ritardare ulteriormente l’organizzazione delle elezioni previste, secondo l’Accordo del 31 dicembre 2016, “al più tardi nel mese di dicembre 2017”. Ma non è solo essa.

Anche il Parlamento e il Governo vi contribuiscono, non avendo ancora approvato né i necessari emendamenti alla legge elettorale, né la legge sulla creazione e funzionamento del Consiglio Nazionale di Supervisione dell’Accordo del 31 dicembre 2016 (CNSA).

Continue reading

Set 12 2017

Congo Attualità n. 333

INDICE

EDITORIALE: UNA TRANSIZIONE “SENZA KABILA” → PROPOSTA REALIZZABILE O PROGETTO IRREALISTICO?

  1. IL “MANIFESTO DEL CITTADINO CONGOLESE”
  2. IL DIBATTITO SULLE VIE D’USCITA DALLA CRISI POLITICA
  3. L’OPERAZIONE DI REGISTRAZIONE DEGLI ELETTORI
  4. IL PRIMO INCONTRO CNSA – GOVERNO – CENI PER LA VALUTAZIONE DEL PROCESSO ELETTORALE
    1. Lo svolgimento dei lavori
    2. Il comunicato finale

 

Continue reading

Ago 29 2017

Priorità assoluta alle elezioni presidenziali

Editoriale Congo Attualità n.332 – a cura di Rete Pace per il Congo

 

L’accordo del 31 dicembre 2016 prevedeva l’organizzazione delle elezioni presidenziali, legislative nazionali e legislative provinciali entro la fine del mese di dicembre 2017. Ma la Commissione elettorale ha già annunciato che, per motivi finanziari, tecnici e logistici e a causa di alcune situazioni d’insicurezza, sarà praticamente impossibile organizzarle entro tale data.

Se vari dei motivi addotti possono essere ritenuti validi, tuttavia l’atteggiamento della Commissione elettorale risulta spesso molto ambiguo e oscuro. Un esempio di questa mancanza di chiarezza riguarda il continuo rinvio della pubblicazione del calendario elettorale.

Continue reading