Mar 27 2017

Superare rapidamente le divergenze per accelerare l’organizzazione delle elezioni

Editoriale Congo Attualità n. 315 – a cura della Rete Pace per il Congo

Il 16 marzo, presso il Centro interdiocesano di Kinshasa, i delegati delle parti firmatarie dell’accordo del 18 ottobre, tra cui la Maggioranza Presidenziale (MP), e del Raggruppamento dell’Opposizione (RASSOP) hanno ripreso i lavori sulle disposizioni pratiche per l’applicazione dell’accordo firmato il 31 dicembre. Sono tre i punti principali su cui sussistono ancora ampie divergenze tra la MP e il RASSOP: la modalità della nomina del prossimo Primo Ministro il cui nome, secondo l’accordo del 31 dicembre, deve essere presentato al Presidente della Repubblica dal Raggruppamento; la suddivisione dei posti ministeriali tra le varie componenti che entreranno a far parte del prossimo governo di unità nazionale, la questione della successione di Etienne Tshisekedi alla presidenza del Consiglio Nazionale di Supervisione dell’Accordo del 31 dicembre (CNSA).

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Mar 27 2017

Congo Attualità n. 315

INDICE

EDITORIALE: SUPERARE LE DIVERGENZE PER ACCELERARE L’ORGANIZZAZIONE DELLE ELEZIONI

  1. IL MESSAGGIO DELLA CENCO: NO AL RINVIO DELL’ATTUAZIONE DELL’ACCORDO DEL 31 DICEMBRE
  2. IL DIALOGO DEL CENTRO INTERDIOCESANO
    1. La ripresa dei lavori
    2. La questione della presidenza del Consiglio Nazionale di Supervisione dell’Accordo
    3. La questione della modalità di designazione del nuovo Primo Ministro
    4. La questione della suddivisione dei posti ministeriali
    5. Il Presidente della Cenco e il Ministro degli Esteri davanti al Consiglio di Sicurezza dell’Onu
  3. LA CRISI ALL’INTERNO DEL RAGGRUPPAMENTO DELL’OPPOSIZIONE

 

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Mar 22 2017

Dietro la sigla adf (forces démocratiques alliées) → interessi e complicità ancora nascoste

Editoriale Congo Attualità n. 314– a cura della Rete Pace per il Congo

Dall’inizio di ottobre 2014, la popolazione del territorio di Beni (Nord Kivu – Repubblica Democratica del Congo) è vittima di una serie di sequestri di persone e di massacri, in cui più di mille persone hanno perso la vita.

Il governo congolese attribuisce tali violenze a un gruppo di ribelli ugandesi di ispirazione islamica, le Forze Democratiche Alleate (ADF), qualificandolo di gruppo terrorista jihadista. Sempre secondo il governo, le ADF sarebbero in contatto con altri gruppi jihadisti come Al Shabaab della Somalia e Boko Haram della Nigeria. Tale tesi sarebbe comprovata dalla presenza, nelle file delle ADF, di  ugandesi, somali, kenyani, ciadiani e sudanesi. Ma la tesi jihadista del governo non è affatto convincente. Potrebbe essere un semplice espediente per accattivarsi la simpatia della Comunità internazionale, anch’essa “vittima” di una certa forma di terrorismo internazionale.

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Mar 22 2017

Congo Attualità n. 314

INDICE

EDITORIALE: DIETRO LA SIGLA ADF (FORCES DÉMOCRATIQUES ALLIÉES) → INTERESSI E COMPLICITÀ ANCORA NASCOSTE

  1. LE FORZE DEMOCRATICHE ALLEATE (ADF)
    1. L’evoluzione delle ADF sul territorio congolese
    2. Il processo dei presunti ADF
    3. “Veri”, “falsi” e “presunti” ADF
    4. La minaccia jihadista nell’est della RDCongo è una pura invenzione
    5. Le tuniche musulmane contribuiscono a nascondere il volto ruandese dell’occupazione
  2. IL MOVIMENTO DEL 23 MARZO (M23)
    1. Il tentativo di un’infiltrazione in territorio congolese a partire dall’Uganda
    2. Una nuova strategia

 

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Mar 16 2017

Congo Attualità n. 313

INDICE

INTRODUZIONE

  1. IL DOPO TSHISEKEDI DEL RAGGRUPPAMENTO DELL’OPPOSIZIONE
    1. La ristrutturazione degli organi direttivi
    2. La designazione della nuova direzione provoca dissensi
    3. Due espulsioni
    4. L’attuale crisi del Raggruppamento vista dall’esterno
    5. Verso una certa riunificazione

 

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Mar 08 2017

Congo Attualità n. 312

INDICE

  1. DOPO OLTRE UN MESE DAL DECESSO DI ÉTIENNE TSHISEKEDI
    1. Funerali non ancora previsti
    2. Il contenuto della lettera di Etienne Tshisekedi al Presidente Kabila rimane ancora un mistero
    3. L’apparizione di un’«altra» prima e ultima lettera di Etienne Tshisekedi al Presidente Joseph Kabila
    4. Nel contesto del dibattito sulle modalità di designazione del nuovo Primo Ministro
    5. La questione della successione alla presidenza dell’UDPS
  2. LA COMMISSIONE ELETTORALE E L’OPERAZIONE DI REGISTRAZIONE DEGLI ELETTORI

 

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Mar 02 2017

Nomina di un primo ministro –> trattative ancora bloccate

Editoriale Congo Attualità n. 311– a cura della Rete Pace per il Congo

 

La questione relativa alla nomina di un nuovo Primo Ministro continua a bloccare il dialogo tra la Maggioranza Presidenziale (MP) e il Raggruppamento dell’Opposizione (RASSOP) attualmente in corso con la mediazione dei Vescovi della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo (CENCO).

Maggioranza e opposizione continuano ad interpretare in modo diverso l’articolo III.3.3. dell’accordo del 31 dicembre, secondo il quale “il Governo della Repubblica è guidato dal Primo Ministro presentato dall’opposizione politica non firmataria dell’accordo del 18 ottobre 2016 / Raggruppamento dell’Opposizione e nominato dal Presidente della Repubblica conformemente all’articolo 78 della Costituzione“.

Secondo l’opposizione, l’accordo prevede che essa debba presentare il nome di un unico candidato che il Presidente della Repubblica dovrà nominerà ufficialmente Primo Ministro.

Secondo la maggioranza, invece, l’opposizione deve presentare una lista di più nomi (almeno tre), tra i quali il Presidente della Repubblica ne nominerà uno.

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Mar 02 2017

Congo Attualità n. 311

INDICE:

EDITORIALE: NOMINA DI UN NUOVO PRIMO MINISTRO → TRATTATIVE ANCORA BLOCCATE

  1. LE TRATTATIVE SULLE MODALITÀ DI APPLICAZIONE DELL’ACCORDO DEL 31 DICEMBRE
    1. Il mistero di una lettera di Étienne Tshisekedi alla CENCO sulla designazione del nuovo Primo Ministro
    2. Il G7 si pronuncia sulla designazione del nuovo Premier e sulla presidenza del Raggruppamento
    3. La questione della designazione del nuovo Primo Ministro e del nuovo presidente del CNSA
    4. La Cenco consulta separatamente l’opposizione e la maggioranza
    5. L’incontro dei Vescovi della Cenco con il Presidente della Repubblica
    6. Il Raggruppamento si riunisce per designare il nuovo presidente del Comitato dei Saggi
    7. Il ritorno di Raphael Katebe Katoto a Kinshasa

 

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Feb 24 2017

L’improvvisa morte di Etienne Tshisekedi aggrava ancor di più l’attuale crisi politica

Editoriale Congo Attualità n. 310– a cura della Rete Pace per il Congo

Il 1° febbraio, il presidente dell’Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale (UDPS), Étienne Tshiskedi wa Mulumba, è deceduto alle 17h22, all’ospedale Santa Elisabetta di Bruxelles, in Belgio, in seguito a un’embolia polmonare. Aveva 84 anni. Era arrivato il 24 gennaio da Kinshasa, per sottoporsi a una “visita medica” di controllo.

Si è detto che la sua morte è arrivata improvvisa e inaspettata. In realtà, già da molti mesi Étienne Tshiskedi sentiva il peso di un’età già avanzata: camminava lentamente e parlava con difficoltà.

Ciò nonostante, continuava ad essere il presidente dell’Unione per la Democrazie e il Progresso Sociale (UDPS), uno dei principali partiti dell’opposizione. Come presidente del Comitato dei Saggi del Raggruppamento dell’Opposizione (RASSOP), una coalizione di varie piattaforme dell’opposizione politica era destinato ad essere anche presidente del prossimo Consiglio Nazionale di Supervisione dell’applicazione dell’Accordo del 31 dicembre (CNSA).

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Feb 24 2017

Congo Attualità n. 310

INDICE

EDITORIALE: L’IMPROVVISO DECESSO DI ÉTIENNE TSHISEKEDI AGGRAVA ANCOR DI PIÙ L’ATTUALE CRISI POLITICA

  1. IL DECESSO DI ETIENNE TSHISEKEDI
    1. I preparativi dei funerali
    2. Una successione che si preannuncia difficile
    3. Le conseguenze sulle trattative in corso per l’applicazione dell’accordo del 31 dicembre

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