Apr 21 2017

Congo Attualità n. 318

INDICE

EDITORIALE: RAGGRUPPAMENTO DELL’OPPOSIZIONE → DALL’ASTENSIONE ALLA PARTECIPAZIONE

  1. LA MANIFESTAZIONE DEL 10 APRILE TRASFORMATA IN GIORNATA “CITTÀ MORTE”
  2. LE CONSULTAZIONI DEL NUOVO PRIMO MINISTRO PER LA FORMAZIONE DI UN NUOVO GOVERNO
  3. IL RAPPRESENTANTE SPECIALE DEL SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU IN RDCONGO HA INIZIATO UNA NUOVA SERIE DI COLLOQUI
  4. NUOVE ESCLUSIONI DAL RAGGRUPPAMENTO DELL’OPPOSIZIONE

 

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Apr 12 2017

La nomina di un nuovo primo ministro → soluzione o complicazione dell’attuale crisi politica?

Editoriale Congo Attualità n. 317– a cura della Rete Pace per il Congo

Una nomina contestata sin dall’inizio

Il 7 aprile, il Presidente della Repubblica, Joseph Kabila, ha nominato Bruno Tshibala Nzenze Primo Ministro. Vice segretario generale dell’Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale (UDPS), Bruno Tshibala era anche portavoce del Raggruppamento dell’Opposizione (RassOp), creato in giugno 2015. Originariamente, il Raggruppamento  era retto da un Consiglio dei Saggi presieduto da Etienne Tshisekedi, e da un comitato di coordinamento delle attività. Dopo la morte di Etienne Tshisekedi, all’inizio di febbraio 2017, il Raggruppamento si è ristrutturato, introducendo un terzo organo, quello della Presidenza.  Bruno Tshibala ha contestato questa riorganizzazione che ha comportato la nomina di Félix Tshisekedi (membro dell’UDPS) e di Pierre Lumbi (membro del G7), rispettivamente come Presidente del Raggruppamento e Presidente del Consiglio dei Saggi. Dissociandosi dal tandem Tshisekedi-Lumbi, Bruno Tshibala era passato al gruppo dissidente di Joseph Olenghankoyi, una decisione  che ha portato alla sua esclusione sia dall’UDPS che dal Raggruppamento / ala Tshisehedi-Lumbi.

Ne consegue che sia l’UDPS che il RASSOP / ala Félix Tshisekedi – Pierre Lumbi hanno contestato tale nomina e hanno accusato il Presidente Kabila di aver violato l’Accordo del 31 dicembre 2016, secondo il quale il nuovo Primo Ministro doveva essere designato e presentato dal RASSOP e nominato dal Presidente della Repubblica. In realtà, se è vero che il RASSOP / ala Félix Tshisekedi – Pierre Lumbi non ha presentato al Presidente della Repubblica alcun candidato, a causa della situazione di stallo delle trattative, è altrettanto vero che, nel corso di previe consultazioni da parte del Presidente Kabila, il RASSOP / ala dissidente di Joseph Olenghankoyi aveva presentato una lista di cinque nomi, tra cui quello di Bruno Tshibala.

Inoltre, il RASSOP / ala Félix Tshisekedi – Pierre Lumbi rimprovera al Presidente Kabila di aver proceduto alla nomina di un nuovo Primo Ministro, senza che le diverse parti implicate nel dialogo svoltosi con la mediazione dei Vescovi della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo (CENCO) siano arrivate ad un accordo sulle modalità di attuazione dell’Accordo del 31 dicembre, comprese le modalità di nomina del nuovo Primo Ministro.

In questo contesto, la Delegazione dell’Unione Europea, la Monusco e i ministri degli Affari Esteri del Belgio e della Francia hanno dichiarato di aver preso atto della nomina del nuovo Primo Ministro, ma si dicono preoccupati per la mancanza di consenso su tale nomina contraria, secondo loro, alla lettera e allo spirito dell’accordo del 31 dicembre 2016 che prevede la nomina di un Primo Ministro proposto dal Raggruppamento dell’Opposizione e, successivamente, nominato dal Presidente della Repubblica.

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Apr 12 2017

Congo Attualità n. 317

INDICE

EDITORIALE: LA NOMINA DI UN NUOVO PRIMO MINISTRO → SOLUZIONE O COMPLICAZIONE DELL’ATTUALE CRISI POLITICA?

  1. LA RISOLUZIONE 2348 DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU
  2. LA GIORNATA “CITTÀ MORTE” INDETTA DALL’UDPS
  3. LE CONSULTAZIONI DEL PRESIDENTE JOSEPH KABILA
    1. L’attitudine del Raggruppamento dell’Opposizione / ala Félix Tshisekedi
    2. Lo svolgimento delle consultazioni
  4. IL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AL PARLAMENTO
  5. LA NOMINA DEL NUOVO PRIMO MINISTRO
    1. Le reazioni locali
    2. Le reazioni internazionali

 

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Mar 27 2017

Superare rapidamente le divergenze per accelerare l’organizzazione delle elezioni

Editoriale Congo Attualità n. 315 – a cura della Rete Pace per il Congo

Il 16 marzo, presso il Centro interdiocesano di Kinshasa, i delegati delle parti firmatarie dell’accordo del 18 ottobre, tra cui la Maggioranza Presidenziale (MP), e del Raggruppamento dell’Opposizione (RASSOP) hanno ripreso i lavori sulle disposizioni pratiche per l’applicazione dell’accordo firmato il 31 dicembre. Sono tre i punti principali su cui sussistono ancora ampie divergenze tra la MP e il RASSOP: la modalità della nomina del prossimo Primo Ministro il cui nome, secondo l’accordo del 31 dicembre, deve essere presentato al Presidente della Repubblica dal Raggruppamento; la suddivisione dei posti ministeriali tra le varie componenti che entreranno a far parte del prossimo governo di unità nazionale, la questione della successione di Etienne Tshisekedi alla presidenza del Consiglio Nazionale di Supervisione dell’Accordo del 31 dicembre (CNSA).

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Mar 27 2017

Congo Attualità n. 315

INDICE

EDITORIALE: SUPERARE LE DIVERGENZE PER ACCELERARE L’ORGANIZZAZIONE DELLE ELEZIONI

  1. IL MESSAGGIO DELLA CENCO: NO AL RINVIO DELL’ATTUAZIONE DELL’ACCORDO DEL 31 DICEMBRE
  2. IL DIALOGO DEL CENTRO INTERDIOCESANO
    1. La ripresa dei lavori
    2. La questione della presidenza del Consiglio Nazionale di Supervisione dell’Accordo
    3. La questione della modalità di designazione del nuovo Primo Ministro
    4. La questione della suddivisione dei posti ministeriali
    5. Il Presidente della Cenco e il Ministro degli Esteri davanti al Consiglio di Sicurezza dell’Onu
  3. LA CRISI ALL’INTERNO DEL RAGGRUPPAMENTO DELL’OPPOSIZIONE

 

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Mar 22 2017

Dietro la sigla adf (forces démocratiques alliées) → interessi e complicità ancora nascoste

Editoriale Congo Attualità n. 314– a cura della Rete Pace per il Congo

Dall’inizio di ottobre 2014, la popolazione del territorio di Beni (Nord Kivu – Repubblica Democratica del Congo) è vittima di una serie di sequestri di persone e di massacri, in cui più di mille persone hanno perso la vita.

Il governo congolese attribuisce tali violenze a un gruppo di ribelli ugandesi di ispirazione islamica, le Forze Democratiche Alleate (ADF), qualificandolo di gruppo terrorista jihadista. Sempre secondo il governo, le ADF sarebbero in contatto con altri gruppi jihadisti come Al Shabaab della Somalia e Boko Haram della Nigeria. Tale tesi sarebbe comprovata dalla presenza, nelle file delle ADF, di  ugandesi, somali, kenyani, ciadiani e sudanesi. Ma la tesi jihadista del governo non è affatto convincente. Potrebbe essere un semplice espediente per accattivarsi la simpatia della Comunità internazionale, anch’essa “vittima” di una certa forma di terrorismo internazionale.

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Mar 22 2017

Congo Attualità n. 314

INDICE

EDITORIALE: DIETRO LA SIGLA ADF (FORCES DÉMOCRATIQUES ALLIÉES) → INTERESSI E COMPLICITÀ ANCORA NASCOSTE

  1. LE FORZE DEMOCRATICHE ALLEATE (ADF)
    1. L’evoluzione delle ADF sul territorio congolese
    2. Il processo dei presunti ADF
    3. “Veri”, “falsi” e “presunti” ADF
    4. La minaccia jihadista nell’est della RDCongo è una pura invenzione
    5. Le tuniche musulmane contribuiscono a nascondere il volto ruandese dell’occupazione
  2. IL MOVIMENTO DEL 23 MARZO (M23)
    1. Il tentativo di un’infiltrazione in territorio congolese a partire dall’Uganda
    2. Una nuova strategia

 

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Mar 16 2017

Congo Attualità n. 313

INDICE

INTRODUZIONE

  1. IL DOPO TSHISEKEDI DEL RAGGRUPPAMENTO DELL’OPPOSIZIONE
    1. La ristrutturazione degli organi direttivi
    2. La designazione della nuova direzione provoca dissensi
    3. Due espulsioni
    4. L’attuale crisi del Raggruppamento vista dall’esterno
    5. Verso una certa riunificazione

 

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