Lug 07 2017

Congo Attualità n. 326

INDICE

EDITORIALE: CONFERENZA EPISCOPALE E MAGGIORANZA PRESIDENZIALE → DUE LETTURE DIVERSE DELLA STESSA REALTÀ

  1. IL MESSAGGIO DEI VESCOVI: «IL PAESE VA MOLTO MALE. CONGOLESI, IN PIEDI!»
    1. La reazione del Comitato politico della Maggioranza Presidenziale
    2. Le reazioni dell’opposizione
  2. SANZIONI CONTRO DIECI PERSONALITÀ CONGOLESI
    1. La reazione del Governo congolese
    2. Il 29° vertice dell’Unione Africana (UA)

 

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Lug 04 2017

I massacri del Kasai –> sintomi della crisi politica

Editoriale Congo Attualità n.325 a cura di Rete Pace Congo

 

Il 19 giugno, in una nota tecnica sulle violenze commesse nel Gran Kasai, la Nunziatura Apostolica in RDCongo rivela che, dal 13 ottobre 2016 (data del primo attacco a una parrocchia), i “morti segnalati” sono 3.383, i villaggi “completamenti distrutti” sono 20, tra cui “10 dalle FARDC (l’esercito congolese), 4 dai miliziani e 6 da ignoti” e che le case private incendiate o distrutte sono 3.698. La nota riferisce l’esistenza di 30 fosse comuni, invece delle 42 segnalate dalle Nazioni Unite. Da parte sua, l’ONU condanna sia le violenze perpetrate dalla milizia Kamwina Nsapu, sia la repressione da parte dell’esercito che fa un ricorso all’uso sproporzionato della forza.

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Lug 04 2017

Congo Attualità n. 325

INDICE

EDITORIALE: I MASSACRI DEL KASAI → SINTOMI DELLA CRISI POLITICA

  1. IL KASAÏ ANCORA IMMERSO NELLE VIOLENZE
  2. LA DICHIARAZIONE DEI VESCOVI MEMBRI DELL’ASSEMBLEA EPISCOPALE PROVINCIALE DI KANANGA
  3. L’APERTURA DEL PROCESSO CONTRO I MILITARI PRESUNTI AUTORI DELLA MATTANZA DI MWANZA LOMBA
  4. UN “GRUPPO DI ESPERTI INTERNAZIONALI” PER IL KASAI

 

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Giu 27 2017

Congo Attualità n.324

 

 

INDICE

1. KASAÏ: CASO KAMWINA NSAPU, LA STORIA DI UNA SCINTILLA CHE HA INNESCATO UN INCENDIO

a. I primi disaccordi con il potere

b. A Kinshasa, cresce la diffidenza nei suoi confronti

c. Il sistema “Kamwina Nsapu”

d. La goccia che ha fatto traboccare il bicchiere

e. Gli ultimi due giorni di Kamwina Nsapu

f. La rivolta si espande a tutto il Kasaï

g. Raggiunto un accordo con la famiglia di Kamwina Nsapu, ma la crisi non sembra risolta

2. KASAI: L’INSURREZIONE DI KAMWINA NSAPU E LA REPRESSIONE DELL’ESERCITO

a. Un esercito al servizio di una “forza straniera di occupazione”

b. Il generale Eric Ruhorimbere, un ex ribelle alla direzione della repressione

c. A Tshimbulu, il colonnello François Muhire e 19 fosse comuni

d. Il “luogotenente Julle”, l’altro “macellaio”

e. Trasferiti verso altre zone operative

3. KASAI: IL LIBRO BIANCO DEL GOVERNO (TOMO 1°)

Prefazione

I: Posizione del raggruppamento di Kamuina Nsapu

II. Identità e situazione amministrativa del defunto capo Kamuina Nsapu

III. Genesi del conflitto e svolgimento dei fatti

IV. Il carattere terroristico del modo operativo di Kamuina Nsapu

V. Metodi d’azione e traffico di stupefacenti

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Giu 20 2017

Kasaï → quando l’autorità tradizionale locale sfida il potere politico nazionale

Editoriale Congo Attualità n.323 a cura di Rete Pace Congo

 

Da un semplice problema di successione dell’autorità tradizionale locale

 

Tutto era iniziato come un semplice conflitto di successione del defunto Kamwina Nsapu (Capo Tradizionale) dei Bajila Kasanga, un clan della tribù Lulua, residente nel territorio di Dibaya, a 75 km a sud-est di Kananga, capoluogo del Kasai Centrale.

La causa del conflitto: il rifiuto, da parte del governatore della provincia e del Ministro degli interni del governo centrale, di riconoscere ufficialmente il titolo di Kamwina Nsapu a Jean Pierre Mpandi, designato dalla famiglia regnante, nel novembre 2011, alla successione di suo zio defunto, Anaclet.

Motivo di questo rifiuto: a quel che pare, Jean Pierre Mpandi non era iscritto a nessun partito membro della Maggioranza Presidenziale.

Indignato, Jean Pierre Mpandi già nel 2012 annuncia di non riconoscere più alcuna autorità, sia a livello  provinciale che nazionale. Il conflitto si intensifica. All’inizio di aprile 2016, egli è sospettato di essere in possesso di armi da guerra e una missione militare investigativa perquisisce la sua residenza in sua assenza. Egli inizia quindi una campagna per incitare la popolazione a non riconoscere alcuna autorità dello stato a partire dal 20 dicembre 2016, data che marca la fine del secondo e ultimo mandato presidenziale di Joseph Kabila. È stato ucciso il 12 agosto 2016, nel corso di un’operazione militare intrapresa dalle forze di sicurezza in vista del suo arresto. I suoi seguaci si sono quindi  organizzati in milizie e sono riconoscibili da una fascia rossa cinta intorno al  capo.

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Giu 20 2017

Congo Attualità n. 323

INDICE

EDITORIALE: KASAÏ → QUANDO L’AUTORITÀ TRADIZIONALE LOCALE SFIDA IL POTERE POLITICO NAZIONALE

  1. LA RIBELLIONE KAMWINA NSAPU
    1. Origine e modus operandi
    2. Da un banale conflitto di successione all’autorità tradizionale locale a una vera e propria guerra
    3. Diverse centinaia di morti e 1.270.000 sfollati
    4. La mattanza di Mwanza Lomba
    5. La designazione e nomina di un nuovo Kamwina Nsapu
  2. L’UCCISIONE DI DUE ESPERTI DELLE NAZIONI UNITE NEL KASAI
    1. Un’inchiesta preliminare da parte della giustizia militare congolese
    2. Il video dell’omicidio diffuso per iniziativa del Governo congolese
    3. Un’analisi del video
    4. Un’inchiesta amministrativa da parte dell’ONU
  3. IL DEPUTATO CLÉMENT KANKU IMPLICATO NEI MASSACRI DEL KASAI?
    1. La pubblicazione della registrazione di una conversazione telefonica tra Clément Kanku e un presunto miliziano
    2. Il governo congolese e le ambasciate occidentali già sapevano
    3. Le prime dichiarazioni di innocenza da parte di C. Kanku e i primi passi della giustizia congolese

 

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Mag 24 2017

NUOVO GOVERNO → SUBITO ALLE ELEZIONI

 

Editoriale Congo Attualità n.322 a cura di Rete Pace Congo

 

 

Il 9 maggio, mediante un decreto presidenziale letto alla televisione di stato, è stata resa pubblica la composizione del governo di Bruno Tshibala. Esso è composto di 59 membri: il Primo Ministro, 3 vice primi ministri, 9 ministri di stato, 35 ministri e 11 viceministri.

 

Un governo detto di “unità nazionale”, ma a prevalenza “Maggioranza Presidenziale”

 

La maggior parte dei principali ministri facevano già parte del governo precedente, quello di Samy Badibanga, e vari osservatori parlano quindi di un governo “Badibanga bis” o di un semplice rimpasto di Governo. Alcuni ministri sono nuovi e, per lo più, si tratta di dissidenti del Raggruppamento dell’Opposizione appartenenti all’ala Joseph Olengankoyi.

Come quello precedente, anche questo nuovo governo rimane controllato dalla maggioranza presidenziale che è riuscita a conservare tutti i principali ministeri, tra cui quelli degli Affari Interni, degli Affari Esteri, della Difesa, delle Finanze, dell’Economia, della Giustizia e della Comunicazione. Ne deriva, quindi, che i margini di manovra di cui il Primo Ministro Bruno Tshibala dispone per l’attuazione del suo programma di governo saranno molto ristretti. La presenza, in questo nuovo governo, degli stessi membri della maggioranza presidenziale, responsabili del rinvio delle elezioni previste per il passato mese di novembre 2016, toglie ogni credibilità a questo governo, perché queste persone non possono diventare improvvisamente delle persone integre capaci di guidare il popolo congolese verso elezioni libere, trasparenti e democratiche.

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Mag 24 2017

Congo Attualità n.322

INDICE

EDITORIALE: NUOVO GOVERNO → SUBITO ALLE ELEZIONI

  1. LA FORMAZIONE DEL NUOVO GOVERNO
    1. La composizione
    2. Le reazioni
    3. L’investitura del governo Tshibala da parte dell’Assemblea Nazionale
    4. Le grandi linee del programma di governo di Bruno Tshibala
  2. LA RICORRENTE MINACCIA DI UN REFERENDUM PER CAMBIARE LA COSTITUZIONE E RIMANERE AL POTERE

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Mag 18 2017

Congo Attualità n.321

 

 

INDICE

  1. UN NUOVO RINVIO DEL RIMPATRIO DELLA SALMA DI ETIENNE TSHISEKEDI
    1. Un’eventuale tumulazione a Kabeya Kamuanga, sua città natale (Kasai Orientale)
    2. L’UDPS annuncia il rimpatrio della salma per il 12 maggio e la tumulazione presso la sede del partito, a Limete (Kinshasa)
    3. La Polizia arresta il costruttore del mausoleo
    4. Attaccato da ignoti il posto di polizia installato nei pressi della sede dell’UDPS a Limete
    5. Il Governatore non autorizza la tumulazione di Etienne Tshisekedi presso la sede dell’UDPS
    6. L’UDPS decide di rinviare il rimpatrio della salma di Etienne Tshisekedi
    7. La polizia blocca le entrate e le uscite dalla sede dell’UDPS
  2. IL RAGGRUPPAMENTO DELL’OPPOSIZIONE (RASSOP)
    1. Una nuova piattaforma: il RASSOP corrente tshisekedista / CAT
    2. Nascita del Collettivo dei Deputati del Raggruppamento dell’opposizione (CDR)
    3. Il RASSOP / ala Limete: disposto a incontrare il presidente Joseph Kabila

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Mag 08 2017

FIRMATO L’ANNESSO AL TESTO DELL’ACCORDO DEL 31 DICEMBRE 2016, MA NON DA TUTTI

 

Editoriale Congo Attualità n.320 a cura di Rete Pace Congo

 

Il 27 aprile, presso la sede del Parlamento e alla presenza dei Presidenti delle due camere, si è proceduto alla firma dell’annesso all’accordo del 31 dicembre 2016.

Il documento è stato firmato dalla Maggioranza Presidenziale, dall’Opposizione politica firmataria dell’accordo del 18 ottobre 2016, dal Raggruppamento dell’Opposizione / ali di Joseph Olenghankoy e di Lisanga Bonganga, dall’Opposizione Repubblicana, dal Fronte per il Rispetto della Costituzione e dalla Società civile firmataria dell’accordo del 18 ottobre 2016, ma non dal Raggruppamento dell’Opposizione / ala Félix Tshisekedi-Pierre Lumbi, il che rimette ancora una volta sul tavolo la famosa questione della non inclusività.

Il documento comprende essenzialmente due capitoli: il primo dedicato alla questione della designazione e nomina del Primo Ministro e la formazione del nuovo Governo, il secondo dedicato alla creazione del Consiglio Nazionale di Supervisione dell’applicazione dell’Accordo del 31 dicembre 2016 (CNSA) e la questione della sua presidenza.

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