L’ONU denuncia il reclutamento di bambini soldato nel Kivu

Agenzia Fides – 8 agosto 2012

 

La Missione delle Nazioni Unite in Congo (MONUSCO) ha denunciato il reclutamento forzato di civili, tra i quali vi sono diversi bambini, da parte dei gruppi di guerriglia (e in particolare l’M23) che operano nel Kivu (est della Repubblica Democratica del Congo).
Più di 100 casi di reclutamento forzato di civili da parte dell’M23, tra cui 26 bambini, sono stati documentati da aprile 2012” recita un comunicato diffuso il 7 agosto a Kinshasa.

“Alcuni rapporti affermano che il numero potrebbe essere molto superiore”. Secondo la MONUSCO dall’inizio del 2012 “più di 150 bambini sarebbero stati reclutati nell’est del Paese, sia dall’M23, sia da altri gruppi armati, come i combattenti Mayi Mayi, le Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR) e l’Esercito di Resistenza del Signore (LRA)”.
L’M23 si è attestato a circa 30 km da Goma, capoluogo del Nord Kivu. Secondo fonti di agenzie a pochi km dalle posizioni ribelli nel villaggio di Kanyaruchinya, la popolazione dell’area che fugge dai combattimenti ha trovato rifugio in una chiesa cattolica e in una scuola.
Sul piano politico-diplomatico, si è aperto in Uganda il vertice della Conferenza Internazionale della Regione dei Grandi Laghi (CIRGL), per discutere l’invio di una “forza neutrale” per dare la caccia ai gruppi armati presenti nell’est della RDC e controllare la frontiera con il Rwanda.

Quest’ultimo Paese è accusato da più parti di appoggiare l’M23 e di sfruttare illegalmente le risorse naturali congolesi. Secondo il quotidiano congolese “Le Potentiel”, sotto la copertura dell’M23, il Rwanda ha installato una proroga amministrazione a Rutshuru (Nord Kivu).
Nella riunione di Kampala sono emerse inoltre posizioni differenti sulla composizione della “forza neutrale”: il governo di Kinshasa la vorrebbe costituita anche da soldati di Paesi al di fuori della CIRGL mentre il Rwanda la vuole formata solo dai membri della Conferenza. (L.M.) (Agenzia Fides 8/8/2012)