Congo Attualità n. 466

LA NUOVA COMMISSIONE ELETTORALE GIÀ SOTTO PRESSIONE

INDICE

1. IL GOVERNO OPTA PER LA SIMULTANEITÀ DELL’IDENTIFICAZIONE / REGISTRAZIONE DEGLI ELETTORI, IL CENSIMENTO DELLA POPOLAZIONE E IL RILASCIO DELLE CARTE D’IDENTITÀ
2. LA COMMISSIONE ELETTORALE PUBBLICA LA SUA TABELLA DI MARCIA PER IL PERIODO ELETTORALE 2021 – 2027
3. LA RDCONGO NON È ANCORA USCITA DAL VECCHIO SCHEMA DELLE ELEZIONI-BUSINESS

1. IL GOVERNO OPTA PER LA SIMULTANEITÀ DELL’IDENTIFICAZIONE / REGISTRAZIONE DEGLI ELETTORI, IL CENSIMENTO DELLA POPOLAZIONE E IL RILASCIO DELLE CARTE D’IDENTITÀ

Il 4 febbraio, nella riunione del Consiglio dei ministri, il Governo ha approvato i progetti di tre decreti legge presentati dal vicepremier e ministro dell’Interno, Daniel Aselo.
– Il primo riguarda la messa in comune delle risorse umane e logistiche nell’ambito di tre operazioni simultanee: l’identificazione/iscrizione degli elettori, il censimento generale della popolazione  e l’iscrizione dei cittadini nel registro anagrafico nazionale con il relativo rilascio delle carte d’identità a tutti i cittadini.
Secondo il verbale della riunione redatto dal portavoce del governo, si tratta di  mettere in comune le risorse umane, tecniche, logistiche e materiali disponibili, in vista di attività comuni che, attraverso un lavoro di mappatura e di raccolta dati, permettano di elaborare simultaneamente il registro elettorale e il registro generale della popolazione. I soggetti di questa operazione sono la Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), l’Istituto Nazionale di statistica (INS) e l’Ufficio Nazionale per l’Identificazione della Popolazione (ONIP). La messa in comune  di personale e mezzi tra i tre organismi non dovrebbe in alcun modo interferire con le attribuzioni legali e regolamentari di ciascuna di esse. In questa dinamica di messa in comune, che ha il vantaggio di ridurre costi e tempi, la Commissione elettorale centrale dovrà concentrarsi solo sulla raccolta dei dati degli elettori, ciò che gli permetterà di rispettare il vincolo delle scadenze elettorali come previste dalla costituzione. Secondo il governo, queste operazioni accoppiate dovrebbero iniziare in luglio e, secondo le prime stime, dovrebbero durare tra i 10 e i 18 mesi.
– Il secondo progetto di decreto riguarda l’emissione di una carta d’identità nazionale, un documento amministrativo digitalizzato prodotto e rilasciato dall’Ufficio Nazionale per l’Identificazione della popolazione (ONIP) a tutti i cittadini congolesi residenti sul territorio nazionale o all’estero. L’emissione della carta di identità avrà il vantaggio di certificare l’identità congolese del suo titolare. Da notare che, attualmente, nella RDCongo, nessun cittadino congolese dispone di una carta di identità, sostituita finora dal certificato elettorale riconosciuto dallo Stato come documento di identità valido.
– Il terzo progetto di decreto riguarda la creazione di un registro generale della popolazione, per dotare il Paese di un sistema razionale e completo di gestione della popolazione, al fine di migliorare la qualità dei servizi pubblici e di rafforzare l’autorità dello Stato su tutto il territorio nazionale. A questo riguardo, il portavoce del governo ha precisato che il Registro Generale della Popolazione è un sistema di trattamento dei dati individuali che contiene le informazioni biografiche e biometriche relative all’identità delle persone fisiche e allo stato civile di ciascun cittadino. Esso permetterà la registrazione, l’elaborazione, la conservazione e la comunicazione continua delle informazioni relative all’identificazione delle persone fisiche residenti nel Paese e dei cittadini congolesi residenti all’estero. L’iscrizione di ciascun cittadino nel registro generale della popolazione sarà obbligatoria.[1]

Da parte sua, l’opposizione ritiene che, insistendo sull’organizzazione del censimento generale della popolazione in un momento in cui la CENI ha già accumulato un notevole ritardo nei lavori di preparazione delle prossime elezioni, il governo sta dimostrando la sua intenzione di voler prolungare il mandato presidenziale dell’attuale Capo dello Stato. Nel frattempo, Martin Fayulu e Adolphe Muzito, membri di Lamuka, affermano di sospettare che il Capo dello Stato Felix Tshisekedi stia preparando sia lo slittamento del calendario elettorale che la frode elettorale e mettono in guardia l’attuale potere: «il popolo congolese non accetterà né un rinvio delle prossime elezioni del 2023, né alcun tentativo di brogli  elettorali. Il rispetto per la sovranità popolare non è negoziabile».[2]

2. LA COMMISSIONE ELETTORALE PUBBLICA LA SUA TABELLA DI MARCIA PER IL PERIODO ELETTORALE 2021 – 2027

Il 3 febbraio, la Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI) ha pubblicato la sua tabella di marcia per il prossimo ciclo elettorale, che dovrebbe comprendere l’organizzazione delle elezioni dirette (elezioni presidenziali, legislative nazionali, legislative provinciali e elezioni comunali (consiglieri di comuni, settori e distretti), previste per dicembre 2023 e delle elezioni indirette (senatori, governatori, consiglieri urbani, sindaci, borgomastri e capi di settore), previste per febbraio – marzo 2024.
Nelle sue parole, il presidente della CENI, Denis Kadima, ha sottolineato che questa tabella di marcia non deve essere confusa con il calendario elettorale, che sarà pubblicato in seguito, in dialogo con le varie parti implicate nel processo elettorale.
Denis Kadima ha rilevato alcune difficoltà che potrebbero ostacolare l’organizzazione delle prossime elezioni e che, pertanto, dovranno essere risolte. Si tratta di difficoltà di ordine politico, giuridico, finanziario, tecnico, logistico e sociale.
Tra le difficoltà di ordine giuridico, il presidente della CENI ha citato la riforma della legge elettorale che, se si vogliono rispettare le scadenze elettorali previste dalla costituzione, deve essere approvata durante la sessione parlamentare di marzo 2022.
Secondo Denis Kadima Kazadi, «un eventuale rinvio dell’approvazione dei testi legislativi in materia elettorale oltre la sessione parlamentare di marzo 2022 avrà sicuramente un impatto negativo sulle prossime operazioni elettorali. Se, per esempio, si optasse per un secondo turno delle elezioni presidenziali, tale riforma avrà senza dubbio un impatto sia sul calendario elettorale che sul budget finanziario. Ciò vale anche nel caso in cui si optasse per elezioni dirette dei senatori, governatori e vice-governatori, senza dimenticare la questione del voto dei cittadini congolesi residenti all’estero. Anche un eventuale ritardo nell’approvazione della legge relativa alla ripartizione dei seggi secondo i vari distretti elettorali potrebbe comportare un ritardo nell’organizzazione stessa delle elezioni».
Egli ha citato anche altre difficoltà che potrebbero ritardare il processo elettorale:
«Si tratta di difficoltà legate all’insicurezza del Paese. L’insicurezza in alcune zone del territorio nazionale può avere un grave impatto sulle operazioni elettorali, in particolare per quanto riguarda la logistica, il dispiegamento del personale e del materiale elettorale e la raccolta dei dati».
Denis Kadima ha menzionato anche le difficoltà di ordine finanziario, in particolare: il mancato riconoscimento, da parte del governo, dell’autonomia finanziaria della CENI, ciò che potrebbe intaccare la sua indipendenza e, soprattutto, l’incertezza sull’erogazione, sempre da parte del governo, delle risorse finanziarie necessarie.
Per quanto riguarda la simultaneità delle operazioni di identificazione – registrazione degli elettori, di censimento generale della popolazione e di rilascio delle carte di identità voluta dal governo, Denis Kadima è stato molto esplicito: «la complessità della simultaneità di queste tre operazioni rischia di ritardare il processo elettorale, benché quest’ultimo abbia delle scadenze già previste dalla costituzione … Ribadisco l’impegno della CENI a collaborare con le autorità del Paese per quanto riguarda il buon esito del censimento della popolazione, ma faccio notare sin d’ora che, se non si procede a rivedere la metodologia adottata, sarà difficile che la CENI possa raggiungere il suo obiettivo finale che è quello di organizzare le elezioni entro le scadenze previste dalla costituzione. Penso che in prossimi incontri dovremo riflettere su una metodologia che possa permetterci di prendere due o più piccioni con una fava, senza però intralciare l’obiettivo ultimo della CENI, che è quello di organizzare le elezioni entro i tempi stabiliti dalla costituzione». Perciò Denis Kadima ha insistito sula necessità di trovare una buona metodologia che assicuri contemporaneamente sia  l’identificazione – registrazione degli elettori che l’organizzazione del censimento generale della popolazione e l’iscrizione dei cittadini nel registro dell’anagrafe nazionale.[3]

A proposito della simultaneità delle operazioni di identificazione – registrazione degli elettori, censimento della popolazione e iscrizione dei cittadini nel registro dell’anagrafe nazionale decisa dal governo, il ministro delle Finanze, Nicolas Kazadi, ha ricordato che, se in linea di principio si è deciso di far convergere le tre operazioni, «questa impostazione non dovrà assolutamente condizionare né l’operazione di identificazione – registrazione degli elettori, né il calendario elettorale. Nel caso in cui si dovesse constatare qualche eventuale ritardo, si dovrà dare la priorità alle all’operazione di identificazione – registrazione degli elettori, ponendo in secondo piano le altre due operazioni  che potrebbero influire negativamente sul processo elettorale».[4]

Il primo ministro Jean-Michel Sama Lukonde ha voluto chiarire la questione di un eventuale conflitto tra l’operazione di censimento della popolazione, che permette di iscrivere i cittadini congolesi in un registro di anagrafe nazionale, rilasciando loro una carta d’identità, e l’operazione di iscrizione – registrazione degli elettori che permette di organizzare le prossime elezioni. Il primo ministro ha affermato che si tratta di due operazioni completamente distinte e separate, precisando che l’operazione di identificazione della popolazione è un’azione che il governo intende intraprendere, senza che possa ritardare l’organizzazione delle elezioni. Secondo lui, l’identificazione della popolazione mediante il censimento non pregiudicherà in alcun modo lo svolgimento delle elezioni entro i tempi previsti dalla costituzione. «Vogliamo assicurare il processo elettorale del 2023. Ma questo non ci impedisce di iniziare a organizzare il registro anagrafico nazionale, ciò che consentirà di rilasciare a ogni cittadino la sua carta d’identità», ha egli affermato, rassicurando che, in ogni caso, «nel 2023, potremo andare a votare con il certificato elettorale che già abbiamo».[5]

Gli esperti elettorali delle organizzazioni della società civile, riuniti nella piattaforma Agire per Elezioni Trasparenti e Pacifiche (AETA) e della Rete di Educazione Civica in Congo (RECIC), hanno recentemente espresso il loro punto di vista sulla tabella di marcia che la Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI) ha pubblicato sul processo elettorale 2021-2027. Dopo una loro analisi, AETA e RECIC chiedono:
– Al Parlamento: rilanciare il processo di riforma della legge elettorale sin dall’inizio della sessione parlamentare di marzo 2022, in particolare per quanto riguarda l’organizzazione delle elezioni presidenziali in uno o due turni, le elezioni dirette o indirette dei senatori e dei governatori e il voto dei cittadini congolesi residenti all’estero. Approvare la legge sulla ripartizione dei seggi in parlamento entro la data che sarà prevista nel calendario elettorale,
– Al Governo: riconoscere e rispettare l’autonomia finanziaria della CENI. Fornire al Gruppo Tecnico per la Protezione delle Elezioni (GTSE) tutti i mezzi necessari per il suo corretto funzionamento. Sospendere la legge marziale in Ituri e nel Nord Kivu prima della campagna elettorale, qualora fosse ancora in vigore.
– Alla CENI: ridurre e comprimere, nella misura del possibile, la durata di alcune attività elettorali. Favorire gli ordini e la stampa del materiale elettorale sul posto.[6]

3. LA RDCONGO NON È ANCORA USCITA DAL VECCHIO SCHEMA DELLE ELEZIONI-BUSINESS

In un’intervista rilasciata a Top Congo Fm, il presidente della Commissione elettorale, Dénis Kadima, ha affermato che, per il momento, si esclude ogni possibilità di rinvio delle elezioni.
Tuttavia, egli ha chiesto a tutte le parti implicate nell’organizzazione delle elezioni di fare la loro parte: «Le prossime elezioni sono previste nel 2023, ma ciascuno deve fare la propria parte», Egli ha precisato che, «se non sarà possibile organizzarle entro i tempi stabiliti dalla costituzione, il governo ne sarà uno dei maggiori responsabili, perché questa nostra Commissione elettorale non ha ancora ricevuto nemmeno un centesimo, per poter iniziare le operazioni preelettorali».
Il 15 novembre 2021, in occasione della presentazione del progetto della legge finanziaria per il 2022 all’Assemblea dei Deputati nazionale, il primo ministro Sama Lukonde aveva dichiarato che il governo aveva riservato 250 milioni di dollari per finanziare le operazioni pre-elettorali e che 125 milioni di dollari erano destinati a finanziare l’inizio delle operazioni di censimento e di identificazione della popolazione.[7]

Mentre il presidente della Commissione elettorale, Denis Kadima, ha affermato di non aver ricevuto “alcun centesimo” per il finanziamento del processo elettorale, il ministro delle Finanze, Nicolas Kazadi, ha smentito tale affermazione e ha rivelato che il governo ha già erogato circa 37 milioni di dollari a favore della Commissione elettorale: «Il 2 dicembre 2021 abbiamo pagato alla Commissione elettorale 2,9 milioni di dollari per le spese di insediamento e funzionamento della nuova equipe. Nello stesso tempo, abbiamo pagato più di 10 milioni di dollari per liquidare tutti gli stipendi dei dipendenti. Sempre in dicembre, abbiamo pagato più di 2 milioni di dollari per il funzionamento della Commissione. In febbraio, abbiamo sbloccato 21,5 milioni di dollari di operazioni preelettorali e funzionamento. In totale, circa 37 milioni di dollari. In un mese e mezzo, il governo ha già sborsato a favore della Commissione elettorale, quasi il 40% dei 100 milioni di dollari messi da parte lo scorso anno».
Inoltre, il ministro delle Finanze, Nicolas Kazadi, ha denunciato un tentativo, da parte della Commissione elettorale, di maggiorazione dei prezzi per l’acquisto di veicoli destinati ai membri del suo comitato di presidenza: «Abbiamo riscontrato un preventivo di circa 1,6 milioni di dollari per l’acquisto di veicoli a favore dei membri del nuovo comitato di presidenza della Commissione. Tale somma avrebbe dovuto essere sbloccata in occasione del primo versamento destinato alle spese di funzionamento. Non l’abbiamo fatto, perché la Commissione ci aveva inviato dei prezzi da 30 a 40 volte superiori ai prezzi più alti che abbiamo trovato sui mercati». Come soluzione palliativa, il ministro delle finanze ha pensato a un pagamento diretto ai fornitori, con prezzi reali nettamente inferiori. «Questa decisione ha fatto pensare alla CENI che stavamo violando la sua indipendenza e autonomia. Il che non è vero. Non abbiamo nessuna intenzione e nessun motivo per voler sostituirci alla Commissione», ha concluso il ministro Nicolas Kazadi che, d’altra parte, si è detto favorevole a un controllo dell’Ispettorato Generale delle finanze (IGF).
Da parte sua e su richiesta del ministro delle Finanze, l’Ispettorato Generale delle Finanze (IGF) ha annunciato una sua missione per controllare tutte le operazioni finanziarie della Commissione elettorale.[8]

Reagendo alle dichiarazioni del ministro delle finanze, la relatrice della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), Patricia Nseya Mulela, ha ricordato che i fondi destinati alla Commissione elettorale sono gestiti secondo vari budget: il budget delle remunerazioni, quello del funzionamento, quello degli investimenti e quello delle operazioni. Ella ha affermato che «è nel budget delle operazioni che rientrano le spese dell’organizzazione delle elezioni. Ho seguito quanto dichiarato dal ministro delle finanze. So che la CENI ha ricevuto il budget di funzionamento per i mesi di novembre e dicembre. Ha ricevuto anche il budget per le retribuzioni. Ma non è con il budget per le retribuzioni, né con quello per il funzionamento che la Commissione può organizzare le operazioni elettorali. Per i due budget delle operazioni e degli investimenti, finora la CENI non ha ancora ricevuto nulla». Riferendosi alla decisione del ministro delle Finanze di procedere al pagamento diretto ai fornitori per l’acquisto dei veicoli destinati ai membri della nuova equipe della Commissione elettorale, in seguito a una presunta sovrafatturazione, Patricia Nseya ha ricordato che l’autonomia amministrativa e finanziaria della CENI è il fondamento stesso della sua indipendenza.[9]

Il 18 febbraio, in un comunicato stampa intitolato “Ancora elezioni business in RDC”, l’Osservatorio della Spesa Pubblica (ODEP) ha denunciato la malversazione indebita di 67,2 milioni di dollari destinati alle operazioni elettorali. L’ODEP ha affermato che, da quando il nuovo comitato di presidenza della CENI è entrato in carica pochi mesi fa, l’erario pubblico ha erogato 104,2 milioni di dollari, di cui oltre il 90% per le spese di funzionamento. Tuttavia, il 15 febbraio, il ministro delle Finanze aveva affermato che alla Commissione elettorale erano stati versati 37 milioni circa di dollari. Tra il versamento dichiarato dal ministro delle Finanze e quello tracciato presso il ministero del Bilancio, l’ODEP ha rilevato una differenza di 67,2 milioni di dollari, la cui destinazione non è ancora stata dimostrata dai responsabili del settore della spesa pubblica.
L’ODEP ha affermato di aver appreso dal governo che la Commissione elettorale chiede un esborso di 640 milioni di dollari per iniziare le attività elettorali nel 2022. Secondo l’ODEP, la richiesta di questa somma da parte della CENI non ha nessuna giustificazione: «L’ODEP si dice sorpreso per questa richiesta, che è irrazionale, tanto più che, essendo la RDC al suo quarto ciclo elettorale, molto materiale elettorale e logistico è già disponibile». Sempre secondo la stessa fonte, l’attuale budget della CENI non dovrebbe quindi superare i 350 milioni di dollari, sufficienti per coprire l’organizzazione delle elezioni presidenziali, legislative nazionali e legislative provinciali, includendovi anche le spese per l’aggiornamento del registro degli elettori, stimate sui 70 milioni di dollari circa. Di fronte a queste constatazioni, l’ODEP ha dichiarato che il finanziamento del processo elettorale è in pericolo: «La corsa all’arricchimento illecito, le cattive pratiche del passato sono riemerse. Il Paese non è ancor uscito dal vecchio schema delle elezioni-business».
Per evitare il peggio, l’ODEP formula alcune raccomandazioni per il Primo ministro, il Ministro delle finanze, la Commissione elettorale e gli organi di controllo.
Per il Primo Ministro:
– adottare le misure necessarie per garantire alla Commissione elettorale l’effettiva autonomia finanziaria, secondo quanto previsto dall’articolo 6 della Legge Organica del 28 luglio 2010 n. 10/013, relativa all’organizzazione e al funzionamento della Commissione elettorale e dalle successive modifiche;
– presentare al parlamento, nel corso della sessione parlamentare di marzo, un’iniziativa che permetta di esaminare e approvare il bilancio dettagliato della CENI;
– precisare la procedura da seguire per mettere a disposizione della CENI i fondi stanziati dal governo.
Per il Ministro delle Finanze:
– chiedere un piano di erogazione basato su un calendario delle attività, prima di rendere disponibili i fondi.
Per la Commissione elettorale:
– elaborare e pubblicare un budget dettagliato per il finanziamento delle operazioni elettorali e proporre un piano di esborso, per agevolare il governo nel finanziamento del processo elettorale.
Per gli organi di controllo (Ispettorato Generale delle Finanze e Corte dei Conti):
– avviare un audit completo della Commissione elettorale, dal 2012 fino ad oggi.[10]

[1] Cf Clément Muamba – Actualité.cd, 05.02.’22
[2] Cf Dominique Malala – Politico.cd, 15.02.’22
[3] Cf Prince Mayiro – 7sur7.cd, 03.02.’22; Fonseca Mansianga – Actualité.cd, 03.02.’22
[4] Cf Dominique Malala – Politico.cd, 15.02.’22
[5] Cf Carmel Ndeo – Politico.cd, 15.02.’22
[6] Cf Ivan Kasongo – Actualité.cd, 11.02.’22
[7] Cf Carmel Ndeo – Politico.cd, 14.02.’22
[8] Cf Carmel Ndeo – Poltico.cd, 16.02.’22; Actualité.cd, 18.02.’22
[9] Cf Actualité.cd, 16.02.’22
[10] Cf Actualité.cd, 18.02.’22; Radio Okapi, 20.02.’22; Jordan Mayenikini – Actualité.cd, 18.02.’22