Ott 27

Congo Attualità n. 337

INDICE

EDITORIALE: 504 GIORNI PER PREPARARE LE ELEZIONI? TROPPI!

  1. ELEZIONI: 504 GIORNI DOPO LA FINE DELL’OPERAZIONE DI REGISTRAZIONE DEGLI ELETTORI?
    1. La dichiarazione del presidente della Commissione elettorale
    2. Le reazioni dell’Opposizione
    3. Le reazioni della Società Civile
    4. Le reazioni della Maggioranza Presidenziale
    5. Alcuni chiarimenti da parte della Commissione elettorale
  2. IL SECONDO INCONTRO DELLA TRIPARTITA CNSA – GOVERNO – CENI

 

EDITORIALE: 504 GIORNI PER PREPARARE LE ELEZIONI? TROPPI!

 

 

1. ELEZIONI: 504 GIORNI DOPO LA FINE DELL’OPERAZIONE DI REGISTRAZIONE DEGLI ELETTORI?

 

a. La dichiarazione del presidente della Commissione elettorale

 

Il 10 ottobre, in un incontro con una delegazione di leader della società civile svoltosi a Kinshasa, il presidente della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), Corneille Nangaa, ha annunciato che, «dalla fine dell’operazione di registrazione degli elettori fino al giorno in cui si svolgeranno le elezioni, sono necessari 504 giorni di preparazione». Ciò significa che le elezioni presidenziali, legislative nazionali e legislative provinciali, organizzate simultaneamente in un solo giorno, non potrebbero aver luogo prima di aprile 2019.

Corneille Nangaa ha presentato tutta una serie di attività che la CENI deve svolgere a partire dalla fine dell’operazione di registrazione degli elettori: l’approvazione, da parte del Parlamento, della legge sulla ripartizione dei seggi all’Assemblea nazionale; la registrazione dei candidati; l’ordinazione, la produzione, la consegna e la distribuzione dei kit elettorali (urne, cabine di voto, macchine per il voto) e dei materiali elettorali cosiddetti sensibili (schede elettorali); il reclutamento e la formazione del personale elettorale; l’operazione di voto, lo spoglio delle schede elettorali, il conteggio dei voti, la raccolta dei risultati e la loro convalida o meno da parte della Corte costituzionale.

Inoltre, Corneille Nangaa ha annunciato che la CENI ha già iscritto 42.119.380 elettori, cioè il 102,4% degli elettori inizialmente previsti. Secondo lui, questo eccesso è giustificato dalla mancata presa in considerazione, nelle previsioni della CENI, dei “pre-maggiorenni”, cioè di quei giovani non ancora maggiorenni nati non oltre il 31 dicembre 2000.

Infine, attraverso una simulazione di voto, Corneille Nangaa ha spiegato l’importanza dell’utilizzo, nelle prossime elezioni, della macchina per votare. Secondo le sue dichiarazioni, la CENI firmerà con le organizzazioni della società civile un atto di impegno, in vista della preparazione degli elettori all’uso di questa macchina per votare. Egli ha ricordato che la pubblicazione del calendario elettorale dipenderà anche dall’approvazione della legge elettorale da parte del Parlamento.[1]

 

Durante l’incontro con i delegati della società civile, il presidente della CENI, Corneille Nangaa, ha sottolineato la necessità di avere questo periodo di 504 giorni per svolgere alcune operazioni essenziali per l’organizzazione delle tre elezioni presidenziali, legislative nazionali e legislative provinciali. La CENI prevede ben otto attività che dovranno aver luogo dopo la fine dell’operazione di registrazione degli elettori, prevista come minimo nel mese di gennaio 2018. Esse dovrebbero svolgersi contemporaneamente all’operazione di verifica delle liste degli elettori (registro elettorale). Per esempio, per avere la legge sulla ripartizione dei seggi in Parlamento secondo le varie circoscrizioni elettorali, la CENI prevede 50 giorni. In seguito, si passerebbe alla preparazione della registrazione delle candidature, che dovrebbe essere effettuata in 120 giorni, una fase non facile da realizzare, secondo Corneille Nangaa, che prevede circa 64.000 candidati per 600 partiti politici. Altre attività previste dalla CENI sono l’ordinazione dei kit elettorali, delle attrezzature necessarie e dei materiali elettorali cosiddetti sensibili, la loro produzione la loro consegna e la loro distribuzione verso i centri di voto. Inoltre, è necessario un certo tempo per l’assunzione, la formazione e il dispiegamento degli agenti elettorali.[2]

 

b. Le reazioni dell’Opposizione

 

L’11 ottobre, il deputato dell’opposizione e membro del Raggruppamento dell’Opposizione, Jean-Bertrand Ewanga, ha dichiarato che «l’organizzazione delle elezioni è diventata, per il Presidente Kabila, uno strumento politico per distrarre la popolazione … Non si tratta di un problema logistico. Non è nemmeno un problema di ordine economico. Si tratta semplicemente di qualcuno che cerca di ingannare 80 milioni di cittadini congolesi. Il problema del Paese si chiama Joseph Kabila. Egli deve lasciare il potere a tutti i costi … Dopo il 31 dicembre 2017, il Raggruppamento dell’Opposizione non lo riconoscerà più come Capo dello Stato».[3]

 

Il 12 ottobre, in un’intervista, il deputato nazionale Claudel André Lubaya ha affermato che «il discorso del presidente della CENI, Corneille Naanga, assomiglia a un colpo di stato costituzionale e serve come detonatore a qualsiasi forma di contestazione legale. Il partito “UDA originale” condanna energicamente questo atteggiamento della CENI, che non è altro che un’ennesima provocazione e un’aggressione contro la patria. Il presidente della CENI ha affermato di dover far fronte a molteplici difficoltà di ordine logistico e finanziario, ma si tratta di un vecchio discorso già noto che serve solo come pretesto per giustificare e prolungare ulteriormente  un Presidente della Repubblica illegittimo. Queste pseudo difficoltà fanno parte di un piano globale di cui egli stesso è l’ispiratore e l’attore principale. Egli ne dovrà assumere le responsabilità e le conseguenze. Questo Paese ha risorse più che sufficienti per finanziare le elezioni. I continui scandali finanziari lo dimostrano. Ciò che manca è solo la volontà politica».[4]

 

Il 12 ottobre, in una conferenza stampa, il presidente del Raggruppamento dell’Opposizione, Felix Tshisekedi, ha dichiarato che, «con queste dichiarazioni, Joseph Kabila e Corneille Nangaa hanno dichiarato la guerra contro il popolo congolese e si sono squalificati». Come pista di soluzione all’attuale crisi politica, egli ha proposto la nomina, sotto l’egida dei vescovi della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo ( CENCO), di un Presidente della Repubblica di transizione, in sostituzione dell’attuale, Joseph Kabila. Felix Tshisekedi ha affermato che «il dialogo del Centro Inter-Diocesano non è morto. Con l’aiuto della Cenco, lo si può riprendere, per designare il sostituto di Joseph Kabila. Se si vuol parlare di un terzo dialogo, ciò è del tutto relativo, perché tutto ciò avverrà dopo Joseph Kabila».[5]

 

Il 13 ottobre, in un’intervista, il deputato nazionale Jean Baudouin Mayo ha accusato Corneille Nangaa, presidente della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI) di aver ricevuto la missione di prolungare la permanenza di Joseph Kabila al potere, a scapito delle disposizioni della costituzione. Membro dell’Unione per la Nazione Congolese (UNC), egli ha dichiarato che spetta al popolo assumersi la responsabilità di porre fine al regime di Joseph Kabila. A proposito dei 504 giorni necessari per preparare le elezioni a partire dalla fine dell’operazione di registrazione degli elettori, Jean Baudouin Mayo ha affermato che, «durante il dialogo presso la Cittadella dell’Unione Africana, Corneille Nangaa aveva detto che avrebbe completato l’operazione di registrazione degli elettori entro la fine del mese di luglio 2017» e che, «per preparare le elezioni, avrebbe avuto bisogno di 504 giorni a partire da quella data. Questa ipotesi non fu accettata e si decise di ridurre il tempo di preparazione delle elezioni, che furono fissate per aprile 2018.

Egli aveva proposto che le elezioni fossero organizzate non prima del mese di novembre 2018, una data che noi dell’opposizione avevamo considerato troppo lontana. Da parte nostra, volevamo che le elezioni si svolgessero entro il mese di dicembre 2017. Ma dopo discussioni e trattative, avevamo fissato l’organizzazione delle elezioni per il mese di aprile 2018. Firmato il 18 ottobre 2016 presso la Cittadella dell’Unione Africana, questo primo accordo non è stato attuato, perché è stato sostituito dall’accordo del 31 dicembre 2016, conclusosi sotto la mediazione dei vescovi della CENCO. Con questo secondo accordo, si è ritornati alla data del mese di dicembre 2017 come data proposta per l’organizzazione delle elezioni. 

Tuttavia, il presidente della Commissione elettorale, Corneille Nangaa, ha appena dichiarato che le elezioni avranno luogo 504 giorni dopo la fine dell’operazione di registrazione degli elettori. Ciò dimostra che viviamo in un paese senza regole in cui tutti possono diventare legislatori. Nangaa non ha mai fatto nulla per organizzare le elezioni in questo paese. Non fa altro che inventare ogni forma di sotterfugi per rinviare sempre più a lungo l’organizzazione delle elezioni. La CENI è diventata un’istituzione di rinvio indefinito delle elezioni. La CENI ha la responsabilità di organizzare le elezioni, ma non lo fa. La sua missione è diventata ormai quella di rinviare il più possibile l’organizzazione delle elezioni, per mantenere infinitamente Joseph Kabila alla Presidenza della Repubblica Democratica del Congo».[6]

 

Il 14 ottobre, nel corso di una conferenza stampa a Kinshasa, il vice segretario generale del Movimento di Liberazione del Congo (MLC), Fidèle Babala, ha stimato che tutte le operazioni pre-elettorali e elettorali possono essere effettuate in 190 giorni. Egli propone il seguente cronogramma: 15 giorni per l’approvazione dell’allegato alla legge elettorale sulla ripartizione dei seggi

21 giorni per la presentazione delle candidature

14 giorni per l’esame delle candidature e la loro pubblicazione da parte della CENI

7 giorni per la risoluzione, da parte della CENI, di eventuali contenziosi relativi alle candidature

1 giorno per la pubblicazione delle liste finali dei candidati

68 giorni per l’assunzione, la formazione degli agenti elettorali e per il loro dispiegamento nei vari centri di voto

40 giorni per la produzione, la stampa, l’imballaggio, la consegna delle schede elettorali e per la distribuzione di altri materiali elettorali presso i centri di voto

.3 giorni per la distribuzione dei materiali elettorali, tra cui le liste elettorali e le schede elettorali, nei vari centri di voto.

21 giorni per l’accreditamento degli osservatori elettorali, dei testimoni dei partiti e dei giornalisti.

L’MLC ha chiesto l’immediata convocazione di una “riunione tecnica” cui possano partecipare le varie parti coinvolte nel processo elettorale, la CENI e i partner multilaterali, per fissare un calendario elettorale di consenso, in linea con lo spirito della Costituzione e dell’Accordo del 31 dicembre 2016.[7]

 

Il 14 ottobre, in un’intervista, il presidente di Impegno per la Cittadinanza e la Democrazia (Ecide) e membro del Raggruppamento dell’Opposizione, Martin Fayulu, ha detto di sospettare il presidente della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI ), Corneille Nangaa, di essere in connivenza con il Presidente della Repubblica, Joseph Kabila.

Martin Fayulu ha qualificato Corneille Nangaa come «un burattino posto alla guida della Ceni per eseguire gli ordini della maggioranza presidenziale».

«Non riconosciamo il ruolo della Ceni, perché essa è diventata uno strumento nelle mani di Kabila. Corneille Nangaa è solo un burattino. Un burattino, senza alcuna personalità, che dice una cosa e, subito dopo, il suo contrario. Nangaa è solo un portavoce di Kabila e il vero capo della Ceni è Norbert Basengezi», ha detto il presidente di Ecide reagendo alle recenti dichiarazioni del presidente della Ceni che ha annunciato lo svolgimento delle elezioni 504 giorni dopo il completamento dell’operazione di registrazione degli elettori.

Martin Fayulu ha invitato ad applicare l’articolo 64 per «obbligare il presidente Joseph Kabila a dimettersi entro il 31 dicembre 2017 al più tardi». «Abbiamo iniziato una campagna di sensibilizzazione della popolazione sulla disobbedienza civile. Daremo la parola d’ordine quando sarà il momento opportuno. Seguiremo l’esempio del popolo Burkinabè. Dobbiamo a tutti i costi far ricorso all’articolo 64 della Costituzione che ci impone il dovere di combattere contro qualsiasi individuo o gruppo d’individui che vuole conquistare o mantenersi al potere con la forza», ha spiegato Martin Fayulu.[8]

 

Il 16 ottobre, in un comunicato, l’Unione per la Nazione Congolese (UNC), partito di Vital Kamerhe, ha respinto nel modo più categorico le dichiarazioni del presidente della Ceni, Corneille Nangaa, che ha annunciato che «sarebbe impossibile organizzare le elezioni prima del mese di aprile 2019 come minimo». Perciò, l’UNC:

«– ribadisce il suo impegno a rispettare la Costituzione e l’accordo del 31 dicembre 2016;

– ritiene che il presidente della Commissione elettorale, Corneille Nangaa, abbia ricevuto il compito di servire come cassa di risonanza del potere;

– ritiene che il presidente della CENI sia andato oltre i compiti affidatigli dalla Costituzione e dall’accordo del 31 dicembre 2016 e che abbia, quindi, violato questi due testi fondamentali;

– esige che la CENI pubblichi senza indugio il calendario elettorale, in conformità con l’accordo del 31 dicembre 2016;

– conferma la sua partecipazione, con tutte le altre forze politiche e sociali e accanto al popolo congolese, a tutte le attività volte a far rispettare la Costituzione e l’Accordo del 31 dicembre 2016, al fine di poter assicurare alla popolazione l’organizzazione di elezioni libere, trasparenti e pacifiche, che possano portare alla tanto attesa  alternanza democratica;

– invita le forze politiche e sociali ad adottare un piano comune di azione, in vista di mobilitare il popolo, che esige il diritto di scegliere i propri leader, conformemente all’articolo 64 della Costituzione che permette di lottare contro gli stratagemmi dell’attuale regime che vuole instaurare una presidenza a vita nel nostro paese».[9]

 

L’Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale (UDPS), il principale partito di opposizione, accoglie con favore la proposta di Vital Kamerhe di “adottare un piano comune d’azione” per l’applicazione dell’articolo 64 della Costituzione. Secondo Jean-Marc Kabund, segretario generale dell’Udps, il suo partito è pronto a sostenere la proposta di Vital Kamerhe: «Riteniamo che ogni Congolese che abbia il senso della giustizia, della libertà e della democrazia e che possa portare il suo contributo a questa grande battaglia, che vorremmo a tutti i costi vincere, per l’interesse generale, prima della fine di quest’anno, sia benvenuto. Ma sarà necessario che Vital Kamerhe, questa volta, ci assicuri che sarà costante nell’essere dalla parte del popolo. Non possiamo rifiutare il suo aiuto, è ciò che abbiamo sempre chiesto per l’unità dell’opposizione».[10]

 

c. Le reazioni della Società Civile

 

Il 13 ottobre, il coordinatore nazionale della Nuova Società Civile Congolese, Jonas Tshiombela, ha chiesto le dimissioni degli attuali leader della CENI. Secondo lui, i 504 giorni necessari alla CENI per l’organizzazione delle elezioni sono solo un pretesto per ritardare ulteriormente, in connivenza con le autorità, lo svolgimento delle elezioni. «Perché ci si è limitati ad annunciare questi 504 giorni, senza rendere pubblico il calendario elettorale contenente la pianificazione di questa serie di attività che li ha spinti a dirci che non possono organizzare le elezioni prima di quei 504 giorni?», si chiede Jonas Tshiombela.[11]

 

Il 13 ottobre, in un comunicato, la Lega contro la Corruzione e le Frodi (LICOF) ha severamente  criticato la decisione della Commissione elettorale (CENI) di rinviare le elezioni ad almeno aprile 2019. Essa accusa la CENI e il suo presidente, Corneille Nangaa, di sottomettersi troppo facilmente allo schema politico del Presidente Joseph Kabila e chiede ai Congolesi di non dar più ascolto a quest’ultimo dopo il 31 dicembre 2017, data limite fissata dall’accordo del 31 dicembre 2016 per l’organizzazione delle elezioni. La Lega ricorda che, a quella data, Joseph Kabila perderà automaticamente il suo statuto di Presidente della Repubblica. Incita i Congolesi alla disobbedienza civile e alle manifestazioni che saranno organizzate secondo lo spirito dell’articolo 64 della Costituzione.

La LICOF chiede ai Congolesi di ritirare la fiducia a Corneille Nangaa e alla CENI, per non saper  organizzare le elezioni entro i tempi previsti. La Lega ha affermato che Corneille Nangaa è diventato il principale nemico del popolo congolese, come Joseph Kabila e ha chiesto le sue immediate dimissioni insieme con tutta la sua equipe.

La LICOF invita la comunità internazionale ad implicarsi maggiormente nella ricerca di soluzioni alla crisi congolese; invita la comunità internazionale a procedere a sanzioni personali contro il Presidente Joseph Kabila e a sospendere ogni forma di cooperazione con le autorità congolesi, chiaramente illegittime e illegali; invita la Corte Penale Internazionale a perseguire il Presidente Kabila, per le sue responsabilità nell’organizzazione della repressione e invita gli Stati Uniti e l’Unione Europea a non riconoscere più Joseph Kabila come Presidente della Repubblica.[12]

 

Il 16 ottobre, in una dichiarazione rilasciata a Kinshasa, il Fronte per il Rispetto dell’Accordo di San Silvestro 2016 (FNRASS) e Congo in Marcia hanno chiesto le dimissioni di Corneille Nangaa, presidente della Commissione elettorale, in seguito alle sue dichiarazioni sui 504 giorni necessari, a partire da gennaio 2018 (fine dell’operazione di registrazione degli elettori) per organizzare le elezioni. «Pensiamo che la Commissione Elettorale, attraverso il suo presidente Nangaa, abbia dimostrato i suoi limiti, il suo dilettantismo e la sua volontà di prolungare la permanenza di Joseph Kabila alla Presidenza della Repubblica oltre il 2017. Per questo, il FNRASS e Congo in Marcia rifiutano sin d’ora qualsiasi calendario elettorale che preveda l’organizzazione delle elezioni oltre il 2017 e chiedono le dimissioni di Corneille Nangaa», ha detto Médard Kankolongo, coordinatore di Congo in Marcia e del  FNRASS, chiedendo a tutte le forze politiche e sociali di unirsi per azioni comuni sul terreno.[13]

 

d. Le reazioni della Maggioranza Presidenziale

 

Il 12 ottobre, un portavoce della Maggioranza Presidenziale, Dieudonné Mwenze, ha affermato di considerare il discorso di Corneille Nangaa come una proposta che tiene conto delle varie difficoltà di ordine tecnico. Egli ha ricordato che l’accordo del 31 dicembre 2016, al punto 4.2, prevede che la CENI, il Governo e il CNSA si riuniscano periodicamente per valutare l’evoluzione del processo elettorale e individuare il tempo necessario per l’organizzazione effettiva delle elezioni: «Tutti dicono di voler delle buone elezioni. Per questo è necessario tener conto di tutte le varie difficoltà, affinché si possa organizzare davvero le elezioni in una data realistica. Ciò che ci si aspetta oggi è di avere delle date realistiche per l’organizzazione delle elezioni e non delle date politiche, come quelle del dialogo presso la Cittadella dell’Unione Africana o il Centro Interdiocesano».[14]

 

Secondo il portavoce della maggioranza presidenziale, André Atundu, «davanti ai problemi di ordine tecnico, occorre essere realisti. Abbiamo ignorato le raccomandazioni della CENI sia durante il dialogo della Cittadella dell’Unione Africana, sia durante quello del Centro interdiocesano. Oggi paghiamo il prezzo dei nostri errori imposti dal G7 e dall’Opposizione radicale del Rassop».[15]

 

Il 13 ottobre, la maggioranza presidenziale si è detta in disaccordo con la proposta avanzata da Felix Tshisekedi, presidente del Raggruppamento, che ha chiesto l’implicazione della CENCO per la nomina di un sostituto di Joseph Kabila, incaricato di guidare una transizione senza Kabila dopo il 31 dicembre 2017. Il consigliere politico del capo dello Stato, Patrick Nkanga, ha respinto questa proposta. Secondo lui, il potere emana dalle urne: «Il potere proviene dalle elezioni, non da delle transizioni concepite su misura in laboratori di ogni tipo».[16]

 

e. Alcuni chiarimenti da parte della Commissione elettorale

 

Il 13 ottobre, il relatore della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), Jean Pierre Kalamba, si è detto sorpreso delle varie reazioni sorte in seguito all’annuncio dei 504 giorni, a partire dalla fine dell’operazione di registrazione degli elettori, necessari per organizzare le elezioni. Secondo Jean Pierre Kalamba, questo annuncio non è una novità, essendo già stato oggetto di discussioni con le varie parti coinvolte nel processo elettorale. Egli ha affermato che «questa situazione era già stata presentata in occasione del dialogo presso la Cittadella dell’Unione Africana in settembre – ottobre 2016. I 504 giorni sono il risultato di un lavoro concertato: CENI, MONUSCO, PNUD, OIF, UE e alcuni esperti congolesi. Inizialmente, la CENI aveva parlato di 621 giorni a partire dal 31 luglio 2017, data prevista per la fine dell’operazione di registrazione degli elettori. Questo periodo di 621 giorni era stato abbreviato in seguito all’apporto di alcune modifiche».

Inoltre, Jean Pierre Kalamba ritiene che l’introduzione della macchina per votare consentirebbe di risparmiare tempo e di accelerare il processo elettorale. In questo senso, egli ha affermato che, «se si  accetta l’introduzione della macchina per votare, si può ridurre il tempo impiegato per l’ordinazione delle schede elettorali, perché abbiamo già delle macchine. Il giorno in cui finiremo l’operazione di registrazione degli elettori, non ci sarà altro da fare che applicarvi dei software appropriati. Non è più il momento di accusare chi ha fatto cosa o di cercare chi è responsabile degli attuali ritardi. Ora si tratta di vedere come ridurre il tempo di alcune operazioni dello schema proposto, ma criticato».[17]

 

La questione dei 504 giorni è al centro di un acceso dibattito. Pur dicendosi aperto a nuove proposte,il presidente della CENI, Corneille Nangaa, ha assicurato che è tecnicamente difficile organizzare buone elezioni, senza tenere conto di tutte le difficoltà e i problemi inerenti.

Secondo lui, è necessario tener conto anche del voto dei Congolesi residenti all’estero. A questo proposito, la CENI si attiene alla legge. E la legge prevede il voto anche della diaspora congolese, anche se solo per le elezioni presidenziali. Voto possibile solo previa registrazione degli elettori nel registro elettorale, il che richiederà un periodo di almeno 3 mesi dopo la fine dell’operazione di registrazione degli elettori del Kasai che, probabilmente, terminerà nel mese di gennaio 2018. Dato che potranno partecipare solo alle elezioni presidenziali, l’operazione della loro registrazione non avrà alcuna ripercussione sulla legge circa la ripartizione dei seggi in parlamento.

Un altro problema da affrontare è quelle del finanziamento del processo elettorale. Secondo Nangaa, mancano ancora molti milioni di dollari per portarlo a termine. Finora, il Governo ha sbloccato solo 70 milioni di dollari. Nei lavori in commissione, il Governo Tshibala deve dire quanto denaro potrà mettere a disposizione della Commissione elettorale per l’organizzazione delle elezioni e secondo quanto tempo. Per l’esecutivo, si tratta di una patata bollente. L’organizzazione effettiva delle elezioni dipende soprattutto dai mezzi disponibili. Anche i diversi partner internazionali dovranno indicare la loro parte di contributo, per consentire alla Commissione elettorale di precisare il calendario delle proprie operazioni. Dal punto di vista logistico, la CENI di Nangaa ha a disposizione solo 2 aerei resi disponibili dell’esercito congolese, oltre ad altri due della MONUSCO, adibiti al trasporto dei materiali elettorali. Ai tempi dell’abbé Malu Malu, la CENI ne aveva più di 100. In queste condizioni, «come dispiegare in breve tempo tutti i materiali elettorali in un Paese dalle dimensioni continentali e senza infrastrutture?», si è chiesto il presidente della commissione elettorale. Più mezzi finanziari e logistici ci saranno, più veloce sarà il modo di procedere.[18]

 

 

2. IL SECONDO INCONTRO DELLA TRIPARTITA CNSA – GOVERNO – CENI

 

Il 14 ottobre, il Primo Ministro Bruno Tshibala ha aperto i lavori della seconda tripartita CNSA – GOVERNO – CENI. «Siamo oggi riuniti per procedere, come espressamente previsto nell’accordo politico del 31 dicembre 2016, alla valutazione del processo elettorale. Si tratterà di esaminare i progressi già compiuti e di individuare gli ostacoli che impediscono l’organizzazione delle elezioni. Com’è stato annunciato lo scorso agosto, questi incontri permetteranno alla Commissione elettorale di avere a sua disposizione tutti gli elementi necessari per preparare, nel più breve tempo possibile, un calendario elettorale realistico, tanto atteso dalla comunità sia nazionale che internazionale. Tutti i Congolesi devono ormai sapere che il tempo dei conciliaboli politici organizzati in patria o all’estero è ormai finito. Ora è il tempo di prepararci per le elezioni», ha detto il Primo Ministro Tshibala, riaffermando che la missione principale del governo di unità nazionale da lui presieduto è quello di organizzare elezioni credibili, trasparenti e pacifiche nei prossimi mesi.

Da parte, sua il presidente della Ceni, Corneille Nangaa, ha detto che «questo tipo di incontri è in linea con l’accordo del 31 dicembre 2016, secondo il quale il GOVERNO, la CENI e il CNSA hanno la responsabilità di verificare l’andamento del processo elettorale e la possibilità di  valutare il tempo necessario per il suo completamento. Questi lavori permetteranno, dopo una valutazione approfondita dell’intero processo elettorale, di pubblicare un calendario elettorale realistico». Il relatore della Commissione elettorale, Jean-Pierre Kalamba, ha precisato che, al termine di questo incontro trilaterale CENI-GOVERNO-CNSA, la Commissione elettorale non renderà pubblico alcun calendario elettorale, ma si limiterà ad annunciare quando potrà farlo. Da parte sua, il presidente del CNSA, Joseph Olenghankoy, ha dichiarato che farà tutto il necessario per avere le elezioni in una data concertata.[19]

 

Secondo il coordinatore nazionale di “Terza Voce”, Mfumu Ntoto, «i firmatari dell’accordo del 31 dicembre 2016 avevano in un certo qual modo previsto la possibilità di un’eventuale non organizzazione delle elezioni entro la fine del 2017». Egli ha fatto notare che, per la pubblicazione del calendario elettorale, occorrerà aspettare la fine della valutazione del processo elettorale.  «Nell’attuale incontro, valuteremo solo l’operazione di registrazione degli elettori. Solo dopo ci sarà un’altra riunione tripartita, per vedere insieme quale sia la data o il tempo massimo ragionevole entro il quale si possano organizzare le elezioni», ha affermato Mfumu Ntoto, aggiungendo che i partecipanti all’attuale tripartita CENI-CNSA-GOVERNO si limiteranno a valutare il processo elettorale nella sua fase di revisione del registro elettorale iniziata il 31 luglio 2016 nella provincia del nord Ubangi.[20]

 

Il 16 ottobre, nel corso di un’assemblea plenaria della tripartita Ceni, Governo e Cnsa, il presidente della Commissione Elettorale, Corneille Naanga, ha detto che, per quanto riguarda l’operazione di registrazione degli elettori effettuata nella provincia del Sankuru, la CENI ha già individuato più di 160.000 doppioni. Secondo Corneille Nangaa, questa constatazione è il risultato di un lavoro provvisorio fatto in seguito alla registrazione di più di 42 milioni di elettori. Sempre secondo il presidente della CENI, ci sono persone che si sono registrate più volte e in diversi centri di registrazione. Secondo le sue dichiarazioni, per porre fine a questa situazione, la CENI sarà presto dotata di un sistema automatico di identificazione degli elettori: «Avremo un nuovo strumento, cioè un sistema automatico di identificazione degli elettori registrati. Ciò permetterà alla macchina di rilevare automaticamente tutte le persone che si sono registrate due o tre volte. Attualmente, ci sono delle persone che si sono iscritte 48 volte che, per farlo, hanno dovuto passare per 48 centri di registrazione. Il nuovo sistema consentirà di effettuare dei confronti tra le impronte digitali e le foto». Secondo il presidente della CENI, anche se un lavoro provvisorio di verifica è già in corso, è tuttavia necessario attendere che i dati di tutti gli elettori siano immessi nel sistema centrale.

Per quanto riguarda il finanziamento delle elezioni da parte della comunità internazionale, il presidente della CENI ha dichiarato di aver «firmato un progetto di appoggio al processo elettorale di 123 milioni che, finora, non sono ancora arrivati». Egli ha tuttavia riconosciuto l’appoggio logistico fornito dalla MONUSCO nella distribuzione sul territorio dei materiali necessari per la registrazione degli elettori e il contributo di circa cinquanta esperti internazionali che lavorano in modo permanente presso la CENI e che sono pagati dai loro rispettivi paesi e / o organizzazioni.

Nello stesso tempo, Corneille Nangaa ha sottolineato che il governo congolese ha sbloccato 320 milioni di dollari per l’operazione di revisione del registro elettorale, il cui budget è di 400 milioni di dollari.

I lavori della tripartita sono proseguiti in tre commissioni: “questioni giuridiche e procedure operative”, “logistica, budget e finanziamento del processo elettorale” e “questioni amministrative, politiche e di sicurezza”.[21]

 

Nel corso della riunione tripartita sulla valutazione del processo elettorale, Corneille Nangaa, presidente della CENI, si è lamentato delle precarie condizioni in cui si sta preparando le elezioni: «Un anno fa avevo già evocato i famosi 504 giorni. Non si tratta quindi di una novità. Oggi posso aggiungere che, se non ci sono ancora le condizioni, nemmeno i 504 giorni di cui ho parlato saranno sufficienti». A questo proposito, Nangaa ha fatto riferimento al coinvolgimento, sia materiale che finanziario, della comunità internazionale in occasione delle elezioni precedenti: «Nel 2006, la comunità internazionale è intervenuta con 500 milioni di dollari. 450 esperti internazionali e 108 aerei erano stati messi a disposizione dalla MONUSCO e dai paesi vicini per distribuire il materiale elettorale per 25 milioni di elettori. Oggi abbiamo 45 milioni di elettori, 2 aerei soltanto e non abbiamo abbastanza soldi! Con più aerei e più risorse, sarebbe possibile abbassare notevolmente la barra dei 504 giorni».[22]

 

Il 18 ottobre, i membri della commissione per le procedure legali e operative hanno auspicato che le operazioni di identificazione e di registrazione degli elettori nel Kasai siano portate a termine entro la seconda metà del gennaio 2018, affinché si possa avviare la fase di centralizzazione dei dati, di verifica del registro elettorale e di individuazione degli inevitabili doppioni. Questa commissione è coordinata dal relatore della CENI, Jean Pierre Kalamba, assistito da Mfumu Ntoto, membro del CNSA. Ai lavori di questa commissione, ha partecipato anche Corneille Nangaa.[23]

 

Il 18 ottobre, a Kinshasa, in tarda serata si è conclusa la riunione tripartita CENI-CNSA- GOVERNO. Nel comunicato finale, le tre parti hanno raccomandato alla CENI di pubblicare senza indugio un calendario elettorale realistico e di avviare l’operazione di identificazione e di registrazione dei congolesi residenti all’estero.

Esse hanno inoltre invitato il Parlamento a esaminare e a approvare “in via prioritaria” la legge elettorale, il relativo annesso sulla ripartizione dei seggi e la legge sul funzionamento del CNSA.

Esse hanno affermato di «aver preso atto delle reali difficoltà inerenti alle operazioni pre-elettorali che seguiranno dopo la finalizzazione del registro elettorale e delle relative scadenze fino all’effettivo svolgimento delle elezioni e al successivo insediamento delle nuove istituzioni» e hanno invitato il governo a «continuare il finanziamento del processo elettorale e a fornire alla CENI i mezzi logistici disponibili».

Nel suo discorso di chiusura, il Primo Ministro Bruno Tshibala ha ribadito che «alla fine di questo incontro di valutazione, la CENI dispone ora di tutti gli elementi necessari per preparare e pubblicare il calendario elettorale, al fine di condurre il popolo congolese verso le migliori elezioni che la storia recente del Paese abbia mai conosciuto». Egli ha ribadito la volontà del suo governo di sbloccare tutti i mezzi necessari per l’organizzazione delle elezioni. Nello stesso tempo, Bruno Tshibala ha invitato la comunità internazionale a rispettare gli impegni presi in relazione al processo elettorale in corso. Infine, in attesa della “pubblicazione imminente del calendario elettorale”, il primo ministro ha invitato il popolo congolese a rimanere calmo e a difendere la pace, la stabilità e la concordia nazionale.[24]

[1] Cf Actualité.cd, 11.10.’17; Radio Okapi, 11.10.’17

[2] Cf Radio Okapi, 14.10.’17

[3] Cf Politico.cd, 11.10.’17

[4] Cf Stanys Bujakera Tshiamala – Actualité.cd, 12.10.’17

[5] Cf Rachel Kitsita – Actualité.cd, 12.10.’17

[6] Cf Stanys Bujakera Tshiamala – Actualité.cd, 13.10.’17

[7] Cf Radio Okapi, 15.10.’17

[8] Cf Will Cleas Nlemvo – Actualité.cd, 15.10.’17

[9] Cf Politico.cd, 16.10.’17

[10] Cf Politico.cd, 16.10.’17

[11] Cf Radio Okapi, 13.10.’17

[12] Cf Djodjo Vondi – Actualité.cd, 17.10.’17

[13] Cf Jeff Kaleb Hobiang – 7sur7.cd, 16.10.’17

[14] Cf Radio Okapi, 12.10.’17

[15] Cf Rachel Kitsita – Actualité.cd, 14.10.’17

[16] Cf Cas-info.ca, 13.10.’17

[17] Cf Rachel Kitsita – Actualité.cd, 13.10.’17

[18] Cf Alphonse Muderhwa – 7sur7.cd, 17.10.’17

[19] Cf Willy Akonda Lomanga – Actualité.cd, 14.10.’17

[20] Cf Radio Okapi, 15.10.’17

[21] Cf Willy Akonda Lomanga – Actualité.cd, 16.10.’17; ACP / VOA / MCN – via mediacongo.net, 16.10.’17

[22] Cf Actualité.cd, 19.10.’17

[23] Cf Actualité.cd, 18.10.’17

[24] Cf Radio Okapi, 18.10.’17; Testo completo del comunicato finale: Forum des As – Kinshasa, 19.10.’17  http://www.forumdesas.org/spip.php?article13495 ;

Testo completo del discorso di chiusura: http://www.forumdesas.org/spip.php?article13525