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Set 12 2017

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Una transizione senza Kabila –> proposta realizzabile e progetto irrealistico?

Editoriale Congo Attualità n.333 – a cura di Rete Pace per il Congo

 

Promesse non mantenute e ritardi ingiustificati

Varie sono state le recenti promesse della Commissione elettorale.

Il 27 luglio, in visita a Kananga, il presidente della Commissione elettorale, Corneille Nangaa, aveva annunciato l’inizio dell’operazione di registrazione degli elettori nel Kasai centrale “entro pochi giorni”.

Il 2 agosto, benché esortando i politici a tenere conto delle difficoltà di ordine tecnico e logistico, Corneille Nangaa aveva promesso di rendere pubblico il calendario elettorale entro la fine del mese di agosto.

Il mese di agosto è terminato senza che queste due promesse siano state mantenute.

Questi due elementi sono più che sufficienti per dimostrare che, di fatto, la CENI contribuisce a ritardare ulteriormente l’organizzazione delle elezioni previste, secondo l’Accordo del 31 dicembre 2016, “al più tardi nel mese di dicembre 2017”. Ma non è solo essa.

Anche il Parlamento e il Governo vi contribuiscono, non avendo ancora approvato né i necessari emendamenti alla legge elettorale, né la legge sulla creazione e funzionamento del Consiglio Nazionale di Supervisione dell’Accordo del 31 dicembre 2016 (CNSA).

Una breve transizione senza Kabila?

Da parte loro, rendendosi conto che è ormai quasi impossibile organizzare le elezioni entro la fine del mese di dicembre 2017, come previsto nell’Accordo del 31 dicembre 2016, il Raggruppamento dell’Opposizione / ala Limete, i movimenti cittadini (Filimbi, Lucha, Congolesi in piedi, Conto alla rovescia, la piattaforma CASC, …) e le organizzazioni per i diritti umani (Commissione Episcopale Giustizia e Pace, ASADHO, ACAJ, …) propongono un breve periodo di transizione senza Kabila alla guida del Paese. Presidente della Repubblica durante questa transizione dovrebbe essere una personalità che, proveniente preferibilmente dalla Società Civile, ottenga il consenso di tutte le parti politiche (Maggioranza e opposizione) e che, per assicurare la sua neutralità, si impegni a non candidarsi alle prossime elezioni presidenziali.

Questa proposta si basa su una determinata interpretazione dell’accordo del 31 dicembre 2016 secondo la quale, se al 31 dicembre 2017, le elezioni non saranno ancora state organizzate, il Presidente della Repubblica entrerebbe, di fatto, in una situazione di illegalità e di illegittimità, per cui cesserebbe automaticamente di essere Presidente della Repubblica.

Il testo di riferimento è l’articolo IV.2. dell’Accordo: «Le parti interessate concordano sull’organizzazione simultanea, nello stesso giorno, delle elezioni presidenziali, legislative nazionali e legislative provinciali al più tardi nel mese di dicembre 2017».

In realtà, l’articolo IV.2. prosegue: «Tuttavia, il Consiglio Nazionale di Supervisione dell’accordo e del processo elettorale (CNSA), il Governo e la Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI) possono accordarsi unanimemente sul tempo necessario per portare a termine queste elezioni».

Inoltre, secondo l’articolo III.2.1. dell’accordo, «le parti implicate si impegnano a rispettare la Costituzione … , in modo particolare le seguenti disposizioni:

– Articolo 70, paragrafo 1, che stipula: “il Presidente della Repubblica è eletto a suffragio universale diretto per un mandato di cinque anni rinnovabile una sola volta”. Ne consegue che ogni Presidente che abbia terminato il secondo e ultimo mandato non può più candidarsi per un terzo. – Articolo 70, paragrafo 2, che stabilisce: “alla fine del suo mandato, il Presidente della Repubblica resta in funzione fino all’effettivo insediamento del nuovo presidente eletto” … Ne consegue che, benché alla fine del suo mandato, il Presidente della Repubblica resterà in funzione fino all’effettivo insediamento del suo successore eletto».

Sulla base di questi testi, è facile dedurre che il presidente Kabila non accetterà di lasciare il potere, né spontaneamente, né in seguito a manifestazioni popolari pacifiche (giornate “città morte”, manifestazioni di piazza, sit-in, comizi, …), anche se necessarie per mantenere la pressione.

In questo contesto, benché affascinante e attraente, la proposta di una “transizione senza Kabila” rischia di essere irrealistica e irrealizzabile, non avendo alcun fondamento, né a livello dei due accordi politici del 18 ottobre e del 31 dicembre 2016, né a livello costituzionale anche se, secondo l’articolo 64,  “ogni Congolese ha il dovere di neutralizzare ogni individuo o gruppo di individui che prende il potere con la forza o che lo esercita in violazione delle disposizioni della presente Costituzione. Ogni tentativo di rovesciare il sistema costituzionale costituisce un reato imprescrittibile contro la nazione e lo stato”. In ogni caso, anche se si riuscisse a cacciare Kabila dal potere, una transizione “senza Kabila” richiederebbe un terzo accordo, frutto di un terzo dialogo. Ma, intanto, il tempo passerebbe e le elezioni continuerebbero ad essere posticipate. Inoltre, una transizione “senza Kabila” appare troppo centrata su una persona (il presidente Kabila) quando, invece, l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di passare da un regime politico incapace di assicurare il rispetto dei diritti umani e il miglioramento delle condizioni di vita del popolo a un sistema politico democratico alternativo, rispettoso delle libertà fondamentali e capace di promuovere il benessere di tutti.

 

Accelerare la preparazione delle elezioni

La via democratica e pacifica per assicurare questo cambiamento di regime politico e, conseguentemente, il passaggio di potere dall’attuale Presidente della Repubblica al suo successore, è quella delle elezioni. Benché difficile e rischiosa, questa via è forse la più realista.

Ma per avere elezioni trasparenti e credibili, occorre prepararle bene

* Intensificando l’educazione civica ed elettorale dei cittadini, tenendo presente:

– i contenuti: una migliore conoscenza dei valori della Costituzione e delle disposizioni concrete della legge elettorale, i diritti e i doveri dell’elettore, il profilo ideale del candidato, …

– gli animatori: Società civile, confessioni religiose, associazioni per la difesa dei diritti umani e per lo sviluppo, partiti politici, …

– i luoghi e i tempi: quelli degli incontri abitudinari già programmati.

* difendendo le conquiste ottenute con l’accordo del 31 dicembre 2016:

– la difesa della Costituzione contro ogni tentativo di revisione, sia per via parlamentare che referendaria, prima delle prossime elezioni (No alla revisione costituzionale)

– il rispetto delle disposizioni costituzionali sul numero e la durata del mandato presidenziale: un mandato di cinque anni rinnovabile una sola volta  (No a un terzo mandato presidenziale).

* Intensificando i contatti con le Istituzioni (Commissione elettorale, Consiglio Nazionale di Supervisione dell’Accordo del 31 dicembre 2016, Parlamento, Governo) per esigere:

– la pubblicazione del calendario elettorale in breve tempo,

– l’approvazione e la promulgazione con urgenza delle leggi necessarie,

– la conclusione delle operazioni di registrazione degli elettori nel più breve tempo possibile, organizzando simultaneamente le due ultime tappe: quelle del Kasai e dei Congolesi residenti all’estero.