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Gen 10 2012

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Alla ricerca della verità delle urne

ALLA RICERCA DELLA VERITÀ DELLE URNE

Congo Attualità n. 137 Editoriale a cura della Rete Pace per il Congo

L’arrivo di un gruppo di esperti elettorali internazionali.

La commissione elettorale congolese (Ceni) sta pubblicando i risultati parziali delle elezioni legislative.
Ma molti candidati perdenti stanno denunciando irregolarità e frodi ovunque.
La commissione aveva addirittura sospeso la compilazione dei risultati, nell’attesa dell’arrivo di un gruppo di esperti internazionali che potevano aiutare a rendere più credibili i risultati.
Il 4 gennaio, un gruppo di esperti americani è arrivato a Kinshasa, anche se, nel frattempo, la Ceni aveva già ripreso il lavoro di compilazione dei dati elettorali delle legislative.

Nella prima intenzione, essi avrebbero dovuto accompagnare la Ceni nelle operazioni di compilazione dei risultati, in modo da individuare i casi di irregolarità e di brogli e suggerire le dovute correzioni. Ma ora che il lavoro di compilazione è già quasi completato, quale potrà essere la loro missione?

Molte personalità dell’opposizione esprimono le loro perplessità a questo proposito, tanto più che, secondo loro, molti documenti sono stati falsificati o dati per dispersi. Inoltre, dato che le legislative si sono svolte nello stesso giorno delle presidenziali, negli stessi seggi e con lo stesso numero di elettori, molti esponenti dell’opposizione si chiedono: “Perchè limitare il lavoro del gruppo degli esperti internazionali solo ai risultati delle legislative e non estenderlo, invece, anche ai risultati delle presidenziali?”.

Certamente, la missione del gruppo degli esperti potrebbe essere proprio quella di aiutare la Ceni a portare trasparenza sull’intero processo elettorale nelle sue diverse tappe. Se all’inizio, la missione del gruppo degli esperti era stata concepita come una presenza di accompagnamento e di collaborazione, ora che il lavoro è quasi finito, essa potrebbe diventare una missione di controllo e di verifica, soprattutto là dove sono stati segnalati i casi di irregolarità e di brogli elettorali.

 

Il popolo congolese ha il diritto di sapere la verità delle urne.

Il popolo congolese ha, infatti, il diritto inalienabile di sapere la verità scaturita dalle urne. Il presidente della commissione elettorale e lo stesso presidente della Repubblica hanno riconosciuto errori e limiti delle elezioni del 28 novembre. Tuttavia, non basta riconoscerli, occorre anche porre rimedi.

Le irregolarità constatate a livello di organizzazione e i brogli elettorali commessi davanti agli occhi di tutti devono essere sanzionati come previsto dalla legge elettorale.

I risultati finali dovranno essere corretti secondo la verità delle urne, ricercata attraverso un “nuovo conteggio” dei voti, almeno nei casi contestati. Si potrebbe procedere mediante un rigoroso confronto dei risultati indicati nei verbali elettorali esposti nei seggi elettorali immediatamente dopo lo spoglio dei voti, di cui i testimoni dei partiti politici hanno copia, quelli raccolti dagli osservatori elettorali (nazionali e internazionali) e quelli forniti dalla commissione elettorale. È solo la verità delle urne che determina la legittimità o l’illegittimità dell’eletto alla Presidenza della Repubblica e degli eletti alla Camera dei Deputati.

Gli atti di violenza, fra cui le violazioni dei diritti umani, cui si è fatto ricorso per reprimere manifestazioni popolari durante il periodo elettorale vanno giudicati e puniti secondo la legge.

 

La verità sulle elezioni come cammino di democrazia e di pace.

Il popolo congolese ha già sofferto troppo. I cinque anni delle prime ribellioni subito dopo l’indipendenza, i trenta anni di dittatura, gli otto anni di guerra con oltre sei milioni di vittime, gli ultimi 5 anni con una classe politica irresponsabile (corruzione, arricchimento illecito, violazioni dei diritti umani e dei principi costituzionali) ma sempre protetta dall’impunità.

Il popolo congolese non sopporta più che le sue donne continuino ad essere violentate ogni giorno, non ce la fa più a pagare lo stipendio mensile degli insegnanti, non tollera più che alla guida dell’esercito ci siano dei criminali di guerra, non accetta più che le ricchezze minerarie siano sfruttate illegalmente da società minerarie internazionali, senza alcun vantaggio economico per le popolazioni locali, tanto meno accetta ora che non si rispetti la sua volontà espressa nelle urne.

Il popolo congolese esige la verità delle urne per potere continuare sul cammino della democrazia, della giustizia, del rispetto dei diritti umani, della pace e dello sviluppo.