Gen 30

PER IL RISPETTO DEL DIRITTO DI MANIFESTAZIONE

Editoriale Congo Attualità n. 349 – a cura della Rete Pace per il Congo

Il 21 gennaio, il Comitato Laico di Coordinamento (CLC), un gruppo di laici cattolici ufficialmente riconosciuto all’interno della arcidiocesi di Kinshasa, ha organizzato una seconda domenica di manifestazioni per ottenere l’applicazione dell’accordo firmato dalla maggioranza e dall’opposizione il 31 dicembre 2016. Interdetta dalle autorità amministrative, anche questa seconda manifestazione è stata violentemente repressa dalle forze dell’ordine, causando la perdita di sei vite umane e procedendo a numerosi arresti arbitrari.

Da parte sua, il Governo ha fornito un bilancio di due sole persone rimaste uccise da “proiettili vaganti”. A differenza di altre volte, sembra che il Governo abbia riconosciuto che  si tratti di due manifestanti pacifici, dal momento che non li ha qualificati né di delinquenti, né di terroristi.Tutto ciò induce a porsi alcune domande:

– perché proibire una manifestazione di cui, alla fine, si è costretti a riconoscerne il carattere assolutamente pacifico?

– perché utilizzare un numero esagerato di agenti delle forze dell’ordine e perché ricorrere ad un uso sproporzionato della forza militare per reprimere una semplice manifestazione pacifica?

– non sarebbe più logico e conveniente limitarsi ad assicurarne il corretto svolgimento e assicurarne la sicurezza, intervenendo solo in caso di comprovata necessità?

 

Ciò contribuirebbe a garantire il rispetto dei diritti alle libertà di opinione, di espressione e di manifestazione sanciti dalla Costituzione, ad abbassare il livello di tensione che, attualmente, sta degradando il clima politico e a risparmiare risorse finanziarie che potrebbero essere utilizzate, per esempio, per l’organizzazione delle prossime elezioni, per la lotta contro i gruppi armati ancora esistenti o per progetti di sviluppo.

Essendo la legittimità degli obiettivi delle manifestazione promosse dal CLC evidente e incontestabile, ne consegue che tale comitato continuerà a organizzarne delle altre, fino al raggiungimento dei suoi obiettivi. In questo caso, il Governo e, più particolarmente, le autorità amministrative competenti, dovranno prenderne atto e adottare le misure adeguate per il loro buon svolgimento.