Nov 30

Congo Attualità n. 342

INDICE

EDITORIALE: CALENDARIO ELETTORALE → INCOERENZE E CONTRADDIZIONI

  1. RITORNO SULLA PUBBLICAZIONE DEL CALENDARIO ELETTORALE
    1. Due analisi
    2. I problemi ancora aperti
    3. Alcune dichiarazioni

 

EDITORIALE: CALENDARIO ELETTORALE → INCOERENZE E CONTRADDIZIONI

 

 

 

LA PUBBLICAZIONE DEL NUOVO CALENDARIO ELETTORALE

 

a. Due analisi

 

Il calendario elettorale è stato finalmente pubblicato il 5 novembre 2017 dopo due anni di attesa. Secondo Alain-Joseph Lomandja, analista elettorale, ex esperto elettorale del Carter Center e attuale collaboratore dell’equipe “Difesa e Sicurezza del Congo” (DESC), questa pubblicazione rappresenta un piccolo passo in avanti, perché offre finalmente una certa leggibilità alle attività pre-elettorali e una certa visibilità al processo elettorale. Ma l’analisi approfondita del calendario elettorale rivela molte pesantezze di tipo politico che lasciano intuire che la Repubblica Democratica del Congo si trova ancora al punto di partenza.

Alcune osservazioni preliminari

Da 504 a 326 giorni di preparazione: nonostante la loro apparente tecnicità, le cifre bombardate dal Presidente della CENI erano più politiche che tecniche. Infatti si sa che, nel 2006 e nel 2011, per organizzare le elezioni erano stati sufficienti rispettivamente 164 e 150 giorni, a partire dalla fine dell’operazione di registrazione degli elettori. La CENI, che aveva presentato i suoi 504 giorni come incomprimibili e necessari per organizzare le elezioni a partire dalla fine dell’operazione di registrazione degli elettori, è scesa improvvisamente da 504 a 326 giorni (dal 1° febbraio al 23 dicembre 2018). Essa non ha dato alcuna spiegazione tecnica per spiegare questo cambiamento.

Quindi, se le elezioni possono ora essere organizzate il 23 dicembre 2018, ciò significa che i 504 giorni non erano né incomprimibili né vincolanti. Si comprende quindi che quella cifra di 504 giorni non aveva proprio nulla di tecnico.

  1. Analisi delle scadenze tempistiche di alcune attività pre-elettorali

Alcune attività sono programmate una dopo l’altra, mentre potrebbero essere organizzate simultaneamente.

1.1. Attività con durata di vari mesi

In questa categoria, sono incluse attività che si svolgono nell’arco di diversi mesi, a volte senza alcuna apparente necessità. Se altre attività si svolgono nello stesso tempo, ciò non cambia la falsa impressione che queste attività non potrebbero essere terminate prima delle scadenze che la CENI attribuisce loro.

1) L’operazione di registrazione degli elettori nel Kasai: il suo inizio è ufficialmente annunciato il 12 settembre 2017. Quasi due mesi dopo, la CENI informa che tale operazione, di una durata di 3 mesi, durerà dal 3 novembre 2017 al 31 gennaio 2018. La sua durata passa quindi da 90 a 141 giorni.
2) L’operazione di registrazione degli elettori residenti all’estero: La preparazione (60 giorni) e l’attuazione (90 giorni) di questa attività durano in totale 150 giorni. Tuttavia, la pianificazione di questa attività rivela un’incoerenza inspiegabile e pone due questioni:

  1. a) La preparazione dell’attività inizia il 4 marzo e termina il 2 maggio 2018, ma la CENI aspetta ancora 2 mesi prima di iniziare l’operazione stessa. Essa afferma che il fatto che i Congolesi residenti all’estero votino solo per le elezioni presidenziali, ciò può consentire di posticipare l’operazione della loro registrazione. Ma non dice nulla sull’impatto di questo ritardo su altre attività pre-elettorali.
  2. b) Prevista dal 1° luglio al 28 settembre 2018, questa attività si svolge dopo il contenzioso delle liste elettorali, le operazioni di eliminazione dei doppioni, il controllo esterno delle liste elettorali e la pubblicazione delle statistiche sugli elettori. Queste importanti attività non sono previste per le liste elettorali dei Congolesi residenti all’estero. In questo caso, saranno due registri elettorali diversi, o la CENI riverserà i dati grezzi della registrazione dei Congolesi dell’estero in un registro elettorale già elaborato? In entrambi i casi, la conclusione è estremamente grave: se la CENI si comportasse come se si trattasse di due registri elettorali diversi, il controllo sulle liste elettorali e, successivamente, il controllo sui risultati delle elezioni sono già compromessi; e se essa riversasse i dati grezzi in un registro elettorale già elaborato, in questo caso, essa dimostrerebbe una certa leggerezza nel gestire una questione così delicata. Immaginiamo che ci siano 2 o 3 milioni di potenziali elettori all’estero e che ci sia il 5-7% di doppioni, tutto ciò può cambiare la fisionomia finale del registro elettorale. A lungo termine, questo potrebbe avere un vasto impatto sulle delle elezioni presidenziali a un solo turno e con maggioranza relativa. Ecco perché il rinvio dell’operazione di registrazione degli elettori residenti all’estero a luglio 2018 sembra una vera assurdità. Sarebbe più logico sopprimerla (dopo modifica della legge) o cominciare a prepararla sin d’ora, per poterla iniziare da gennaio 2018.
  3. c) Inoltre, questa operazione di registrazione dei Congolesi residenti all’estero è prevista addirittura dopo la convocazione dell’elettorato.

3) Ricezione, trattamento delle candidature e relativi contenziosi: questa attività riguarda sia le elezioni presidenziali che le legislative (nazionali e provinciali). La durata della sua preparazione è di 45 giorni per l’insieme delle 3 elezioni. Ciò significa che dopo 45 giorni di preparazione, si potrebbe passare subito alle fasi della ricezione e del trattamento delle candidature sia per le elezioni presidenziali che per le legislative nazionali e legislative provinciali perché, tecnicamente, tutto sarebbe già pronto. Purtroppo, la CENI suddivide tale attività e la scagliona nel tempo: per i candidati delle legislative provinciali, si comincia il 24 giugno e si conclude l’8 luglio (+ 5 giorni legali per l’aggiunta o la sostituzione o il ritiro dei dossier), mentre per i candidati alle presidenziali e legislative nazionali si comincia solo il 25 luglio 2018. Quale difficoltà impedisce di svolgere questa attività  simultaneamente, cioè nello stesso tempo? Sia presso la CENI che nei tribunali, i responsabili di questa attività sono diversi a livello nazionale (BRTC e Corte costituzionale) e provinciali (BRTC provinciali e corti d’appello). Se questa attività si svolgesse in concomitanza, si guaderebbe più di un mese di tempo. È chiaro che la CENI sta ovviamente cercando di allungare i tempi.

4) L’operazione di eliminazione dei doppioni: questa operazione di 122 giorni pone alcune questioni relative alla sua durata, al suo impatto sul calendario elettorale e alla sua articolazione con le attività correlate che la precedono e la seguono. In effetti, si tratta di un’attività amministrativa informatizzata che, svolta da alcuni tecnici esperti, di per sé ha delle ripercussioni solo sulla preparazione della legge sulla ripartizione dei seggi in parlamento. Ma la descrizione dell’attività che combina tre sotto attività diverse (acquisizione dei dispositivi necessari, la loro installazione e il rilevamento dei doppioni), non offre alcun dettaglio sull’inizio di ciascuna di queste operazioni specifiche. Si nota quindi una certa incertezza sulle varie scadenze e sull’articolazione con le altre attività correlate (raccolta e trasmissione delle chiavette USB, elaborazione e consolidamento dei dati o centralizzazione, convalida dei risultati dopo il rilevamento e l’eliminazione dei doppioni).

5) Stampa, distribuzione e pubblicazione delle liste degli elettori: questa attività dura 195 giorni (dal 27 maggio al 7 dicembre 2018), cioè 6 mesi e mezzo. L’art. 8 della legge elettorale impone alla CENI di pubblicare queste liste almeno un mese prima dell’inizio della campagna elettorale e la loro affissione al pubblico almeno 14 giorni prima delle elezioni. Ciò non implica affatto che queste attività non possano essere eseguite in meno di 195 giorni. In modo sottile, la CENI assegna a queste prescrizioni legali delle date già stabilite. In altre parole, non sono le date della campagna elettorale e delle elezioni che si adattano al tempo della pubblicazione e dell’affissione al pubblico delle liste degli elettori, ma è questo tempo che viene allungato per adattarsi a date già prestabilite. Più chiaramente, se si decidesse che le elezioni si tenessero nel mese di settembre 2018, questa attività sarebbe certamente inferiore ai 195 giorni.

1.2. La convocazione dell’elettorato

Il calendario pubblicato dalla CENI prevede la convocazione dell’elettorato il 23 giugno 2018, esattamente 6 mesi prima della data delle elezioni combinate. Ma a questa data, l’operazione di registrazione degli elettori residenti all’estero (prevista dal 1° luglio al 28 settembre 2018), non è ancora iniziata. Ciò significa che il registro elettorale non sarà ancora completo, essendo l’operazione di registrazione degli elettori ancora in corso. Si pone quindi il problema dell’integrità e dell’affidabilità del registro elettorale stesso.

In altre parole, un registro elettorale già elaborato e validato (con eliminazione di doppioni) può ancora integrare degli elementi grezzi e non trattati provenienti dalla registrazione dei Congolesi residenti all’estero?

1.3. Audit (controllo esterno) del registro elettorale

Questa attività ha un obiettivo piuttosto politico e non ha alcun valore tecnico o operativo. È un’attività tesa a calmare l’opinione pubblica. Come afferma Sylvain Lumu, un controllo del registro elettorale non è curativo. In effetti, nel caso in cui si constatasse l’esistenza di certi problemi, si rifarà l’operazione di registrazione degli elettori o si continuerà con le attività? Inoltre, l’esperienza del 2011 ha dimostrato che le contestazioni delle liste degli elettori non sono sempre basate su basi tecniche solide. Si tratta spesso di un trasferimento di litigi politici sul terreno elettorale. Per evitare questo trasferimento, la CENI dovrebbe rafforzare il suo dialogo con gli attori politici di tutte le parti, al fine di massimizzare le possibilità di ottenere un ampio consenso sul suo calendario elettorale e, di conseguenza, sull’intero processo elettorale.

Inoltre, l’audit (controllo esterno) in questione è previsto dal 06 al 25 maggio 2018, cioè prima della fine dell’operazione di registrazione degli elettori residenti all’estero (01 luglio – 28 settembre 2018). Si tratta di una vero e proprio controsenso.

  1. Analisi delle difficoltà relative all’attuazione del calendario elettorale

Il calendario elettorale del 5 novembre 2017 presenta una serie di difficoltà reali che implicano anche altri attori istituzionali. In realtà è un cronogramma operativo che indica a ciascuna istituzione i suoi obblighi e le scadenze da rispettare. A questo proposito, si possono fare due osservazioni:
a) Queste difficoltà non sono né nuove, né insormontabili, né più complicate rispetto a quelle del 2006 o del 2011. Bisogna quindi essere cauti di fronte all’eccessiva enfasi posta su queste difficoltà. In realtà, si tratta di un messaggio subliminale destinato a preparare la popolazione nel caso di un mancato rispetto del calendario. È invece necessario che le Istituzioni diano risposte adeguate al cronogramma tracciato, al fine di evitare la trappola del condizionamento psicologico dei cittadini.
b) A livello istituzionale, spetta al CNSA verificare che ogni istituzione adempia, in buona fede e in tempo utile, ai suoi obblighi costituzionali e legali nei confronti della CENI e del processo elettorale. Tuttavia, nella sua forma attuale, questo CNSA, che non avendo nemmeno un’esistenza legale, è solo un’ombra e un fantasma senza alcun potere reale. In definitiva è solo una cassa di risonanza di decisioni già prese altrove.

  1. Conclusione

Il calendario elettorale del 5 novembre 2017 rivela troppe pesantezze politiche che soffocano il suo lato tecnico. Un dialogo tra la CENI e gli attori politici potrebbe consentirne il miglioramento. La nostra analisi tecnica dello svolgimento delle attività ha infatti rilevato dei tempi troppo lunghi e non corrispondenti ad alcun vincolo operativo di determinate attività. Più del calendario elettorale stesso, è il vero problema è prima di tutto la mancanza di volontà politica di andare alle elezioni.[1]

 

Il leader dei “Progressisti” e ex primo ministro, Samy Badibanga, si è preso un po’ di tempo per analizzare il calendario elettorale pubblicato dalla Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI). Ecco alcuni estratti dalla sua analisi:

Il calendario elettorale pubblicato dalla CENI il 5 novembre 2017, in seguito a molteplici pressioni interne ed esterne, è stato oggetto di numerose critiche che possono essere raggruppate in 2 punti di vista principali, in particolare per quanto riguarda le tre elezioni riunite e programmate per il 23 dicembre 2018: il punto di vista tecnico e quello giuridico.

  1. Dal punto di vista tecnico: molti scogli ​​da correggere

– La non simultaneità nella ricezione delle candidature relative alle tre elezioni (presidenziali, legislative nazionali e legislative provinciale): dal momento che la preoccupazione principale è di avere un calendario elettorale con scadenze realistiche ma a breve data, sarebbe necessario poter organizzare i Centri di Ricezione e di Trattamento  delle Candidature (BRTC) simultaneamente, senza dissociarli (cfr calendario elettorale, linee 22-37).

– L’eventualità del voto elettronico: in conformità con l’articolo 47 della legge elettorale, la CENI auspicato e previsto il voto elettronico. Paradossalmente, nel calendario elettorale, essa prevede la produzione delle schede elettorali come se il voto fosse effettuato solo mediante scheda cartacea. La CENI condiziona, di fatto, la produzione delle schede elettorali alla pubblicazione delle liste definitive dei candidati, mentre le liste dei candidati dovrebbero essere semplicemente aggiornate nella macchina per votare elettronicamente, senza essere stampate. La CENI dà l’impressione di essere ancora incerta sulla procedura da seguire circa la metodologia di voto (cfr calendario elettorale, linee 38-40).

– Il rinvio inspiegabile dell’operazione di registrazione dei Congolesi residenti all’estero comporta un elevato rischio di doppioni: era previsto che tale operazione si svolgesse simultaneamente a quella delle aree operative 3 e 4, che comprendono le province dell’ex Bandundu, Kinshasa, il Kongo-centrale e il grande Kasai. Purtroppo, finora non è stato fatto nulla di quanto previsto. Anzi, questa attività è stata rinviata a tra inizio luglio e  fine settembre 2018. Questo inspiegabile rinvio potrebbe introdurre dei nuovi casi di doppioni, in quanto l’operazione di rilevamento e di eliminazione dei doppioni è prevista prima dell’operazione di registrazione dei Congolesi residenti all’estero, cioè dal 27 febbraio al 12 marzo 2018. Ciò significa che un Congolese residente all’estero può farsi registrare una prima volta in patria, in occasione di un suo qualsiasi viaggio e, una seconda volta, dopo essere ritornato nel paese di residenza. (cfr calendario elettorale, linee 7, 8, 9 e 11).

– Problematica dell’acquisto, del dispiegamento dei dispositivi e del rilevamento dei doppioni (cfr calendario elettorale, linea 3): si tratta, in realtà, della finalizzazione e non di un acquisto propriamente detto, poiché queste attività programmate sono già in corso di realizzazione.
– Va inoltre notato che, secondo l’articolo 44 della legge organica del 2010, la CENI ha il potere di sollecitare dei finanziamenti presso partner bilaterali e multilaterali. Un potere che può essere visto come un dovere se la CENI identifica un deficit di finanziamento del processo elettorale nel budget che l’articolo 43 della stessa legge le richiede di trasmettere.

  1. Dal punto di vista giuridico: mancanza di legalità?

L’incoerenza giuridica, o persino l’illegalità, sembra aneddotica, ma deve essere presa in considerazione. Come affermato nel comunicato del 5 novembre 2017 relativo alla pubblicazione del calendario elettorale e anche nel discorso del suo presidente, la CENI ha dichiarato di aver valutato il processo elettorale in alcune riunioni trilaterali, cioè congiuntamente con il governo e il Consiglio Nazionale di Supervisione dell’Accordo del 31 dicembre 2016 (CNSA). Tuttavia, il CNSA non esiste ancora a livello giuridico. È pertanto anormale e illegale menzionare, in un atto di valore giuridico (decisione del Comitato centrale della CENI), un’istituzione che non esiste né nella Costituzione né nella legge. Di conseguenza, il CNSA non può essere associato ad altre istituzioni pubbliche dotate di personalità giuridica, per decidere il destino di un intero paese attraverso le elezioni.

Necessità di discussioni tecniche, in vista di un calendario elettorale di consenso

Come tutti sanno, questo calendario elettorale contiene alcune condizioni che si possono mutare in trappole. In caso di mancato rispetto di uno di questi vincoli, si rischia di avere le elezioni nel 2019. Un minimo ritardo può far slittare il calendario elettorale oltre il 2018.

Poiché quasi tutta l’opposizione e la Società civile rifiutano il calendario elettorale del 5 novembre 2017, una possibile soluzione è quella di accettare l’assistenza tecnica degli esperti internazionali designati in occasione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite tenutasi in settembre 2017 a New York. Tale assistenza potrebbe permettere di raggiungere un consenso sul calendario elettorale. Per quanto riguarda il calendario elettorale, sembra infatti del tutto possibile anticipare la data di svolgimento delle elezioni presidenziali e legislative (nazionali e provinciali) proposta dalla CENI (23 dicembre 2018) al 22 luglio 2018, cioè cinque mesi prima.[2]

 

b. I problemi ancora aperti

 

Una cosa è pubblicare il calendario elettorale, ma un’altra, l più importante, è quella di mettere a disposizione della Commissione elettorale i mezzi necessari per consentirle di condurre il processo elettorale a buon porto. Si tratta dei mezzi finanziari e materiali senza i quali le previsioni della Commissione elettorale non potranno essere attuate. Oltre alla soluzione del problema relativo al finanziamento, la Commissione elettorale attende anche l’approvazione e la promulgazione dei testi legislativi necessari per l’organizzazione delle varie elezioni. Tra essi: la revisione della legge elettorale e l’annesso relativo alla ripartizione dei seggi in Parlamento.

Poiché la Commissione elettorale ha già parzialmente fatto la sua parte, la palla è ora nelle mani del Governo, del Parlamento e dei partner esterni. Una vera e propria patata calda per tutti quelli che, mattino, pomeriggio e notte hanno continuano a reclamare la pubblicazione urgente del calendario elettorale. Il cronogramma è ora stato reso pubblico in tutti i suoi dettagli. Ora spetta ai partiti politici rinunciare a posizioni di bassa politica, per preparare meglio queste elezioni.[3]

 

La commissione elettorale (CENI) ha fissato la data per le prossime elezioni generali al 23 dicembre 2018. Ma il presidente della CENI non ha offerto sufficienti garanzie sull’affidabilità di questo calendario elettorale, in quanto i vincoli tecnici, finanziari e di sicurezza sono rimasti ancora senza risposta.

Le elezioni presidenziali, legislative nazionali e legislative provinciali sono state fissate per il 23 dicembre 2018. Ma, secondo quanto detto dal presidente della Commissione elettorale, questo nuovo calendario, che rinvia le elezioni generali di un altr’anno, rimane ancora un’ipotesi ottimista.

Corneille Nangaa ha ammesso che i problemi ancora da risolvere sono ancora molti per poter organizzare le elezioni in tempo. La Commissione elettorale aveva precedentemente dichiarato di aver bisogno di 504 giorni, per portare a termine il processo elettorale ma, di fronte alla reazione dell’opposizione congolese e della comunità internazionale, essa ha ridotto a 306 giorni il tempo compreso tra la fine dell’operazione di registrazione degli elettori e la data effettiva delle elezioni. Una scommessa che sembra difficile da vincere.

Oltre alla mancanza dei mezzi finanziari e alle violenze nel Kivu e nel Kasai, la Commissione Elettorale si trova a dover affrontare la grande sfida della logistica, in un paese-continente in cui tutte le infrastrutture di comunicazione sono carenti e nettamente insufficienti. Corneille Nangaa è rimasto piuttosto nel vago circa i mezzi necessari per dispiegare il materiale elettorale su un territorio vasto cinque volte la Francia. Il nuovo calendario elettorale, infatti, prevede solo 23 giorni per l’invio del materiale elettorale, invece dei 75 giorni del 2006 e del 2011. Secondo il presidente della Commissione elettorale, l’invio di tonnellate di schede elettorali richiederebbe più di 100 aerei e oggi … ce ne sono solo 2. Ciò è più che sufficiente per dire che questa nuova data del 23 dicembre 2018, dopo un primo rinvio delle elezioni al 2017, sembra più che mai ipotetica, tanto che il vice relatore della Commissione elettorale ha potuto dire: «Se gli attuali problemi non saranno risolti in tempo, l’attuazione anche di questo calendario elettorale potrebbe essere modificata».[4]

 

Tenuto conto dei problemi menzionati dalla Commissione elettore, l’organizzazione delle elezioni potrebbe subirne le conseguenze qualora non fossero risolti a tempo giusto.

Secondo il calendario elettorale, tra i problemi legislativi ancora non risolti si possono citare l’approvazione e la promulgazione della revisione della legge sull’organizzazione delle elezioni (15 novembre – 15 dicembre 2017), l’approvazione e la promulgazione dell’annesso relativo alla ripartizione dei seggi in Parlamento (7 aprile – 8 maggio 2018). La Commissione elettorale non esclude l’ipotesi di possibili ritardi che possano intralciare l’attuazione del calendario elettorale pubblicato. In caso di ritardi, la Commissione elettorale ne addosserà la responsabilità al parlamento, al governo e alla presidenza della Repubblica, le tre istituzioni competenti in materia.

Per quanto riguarda i problemi di ordine finanziario la Commissione elettorale chiede al Governo, a partire dal 30 novembre 2017, l’aggiornamento del piano di erogazione dei fondi necessari per l’organizzazione dell’insieme delle operazioni elettorali. Secondo la Commissione elettorale, anche i partner finanziari internazionali saranno ritenuti responsabili di qualsiasi eventuale ritardo.

Per quanto riguarda i problemi logistici, la Commissione elettorale prevede già eventuali irregolarità e ritardi nelle diverse fasi del processo elettorale, a partire dalla fase di acquisto dei materiali e attrezzature elettorali fino alla loro distribuzione sul territorio. Secondo il calendario elettorale, si tratta di operazioni che dovrebbero iniziare già nel mese di gennaio 2018. In caso di eventuali ritardi, la Commissione elettorale rimanda al governo e ai partner internazionali, primi responsabili del corretto svolgimento del processo elettorale.[5]

 

c. Alcune dichiarazioni

 

Il 6 novembre, il presidente dell’Alleanza per la Repubblica e la Coscienza Nazionale e ministro per lo sviluppo rurale, Justin Bitakwira, ha dichiarato che «se la comunità internazionale non interviene per aiutarci a organizzare le elezioni, nemmeno fra 5 anni riusciremo a organizzarle». Secondo lui, per organizzare le elezioni, la Commissione elettorale ha bisogno di molti mezzi finanziari, tecnici e logistici: «Se non ci saranno questi mezzi, il 23 dicembre 2018 non ci saranno elezioni».[6]

 

Il 6 novembre, il vice segretario generale del Movimento Sociale per il Rinnovamento (MSR) / ala maggioranza, Jean-Chrysostome Vahamuiti, ha chiesto ai partner bilaterali e multilaterali di «sostenere finanziariamente il processo elettorale perché, nel caso concreto del nostro paese, le sole parole non sono sufficienti per organizzare le elezioni».[7]

 

Il 7 novembre, in una dichiarazione, l’Opposizione firmataria dell’accordo del 18 ottobre 2016 e membro del governo ha chiesto la convocazione di una nuova riunione tra la Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), il Consiglio Nazionale di Supervisione dell’Accordo del 31 dicembre 2016 (CNSA) e il governo, per cercare una soluzione ai problemi sollevati dalla Commissione elettorale: «Prendiamo nota della pubblicazione del nuovo calendario elettorale e del suo carattere realistico. Tuttavia, constatiamo che, benché preveda l’organizzazione delle tre elezioni in un solo giorno, in conformità con l’accordo del 31 dicembre 2016, tale calendario è soggetto a vincoli legislativi, finanziari e logistici  che possono ritardare lo svolgimento di queste elezioni. Perciò chiediamo la convocazione di un incontro tra la CENI, il CNSA e il Governo, per valutare l’impatto di questi vincoli sul processo elettorale e trovare risposte adeguate che possano  consentire il costante rispetto del calendario elettorale. Chiediamo inoltre alla Comunità internazionale, che ringraziamo per il suo appoggio, di implicarsi maggiormente attraverso un appoggio finanziario e logistico che possa contribuire al rispetto di questo calendario». Tra i firmatari di questa dichiarazione: José Makila, Pierre Kangudia, Justin Bitakwira, Lumeya Dhu Maleghi, Jean Pierre Lisanga Bonganga, Jean-Lucien Bussa, Azarias Ruberwa e Steve Mbikayi.[8]

 

Il 9 novembre, in una conferenza stampa a Kinshasa, Alphonse Ntumba Luaba, presidente del movimento cittadino Débout Congolais Bâtissons (DCB), ha affermato che il calendario elettorale pubblicato dalla Commissione elettorale è unilaterale e poco trasparente: «Questo calendario elettorale non è affatto trasparente e le parti interessate non sono state adeguatamente consultate o associate. È un calendario quasi unilaterale. Quindi, così com’è, noi ne prendiamo nota, ma non l’accettiamo. Pensiamo che ci siano attività che possono essere combinate, ci sono tempi che possono essere abbreviati, ci sono attività che possono essere fatte in modo simultaneo. Pensiamo che si possa fare uno sforzo supplementare, per fare in modo che le elezioni si svolgano necessariamente in giugno o luglio 2018 e che non si arrivi al 2019». Il movimento cittadino Debout Congolais Bâtissons ha chiesto al Capo dello Stato di impegnarsi a far rispettare i tempi e a non candidarsi per un terzo mandato. Alphonse Tumba Luaba ha anche chiesto l’applicazione di tutte le misure di rasserenamento del clima politico, l’apertura dello spazio mediatico a tutte le tendenze politiche e il rispetto della libertà di manifestazione.[9]

 

In una sua dichiarazione, il gruppo di esperti delle forze vive della Società civile della nazione ha chiesto l’approvazione “urgente e immediata” della legge finanziaria per l’anno 2018. Il gruppo ritiene infatti che la rapida approvazione di questa legge possa facilitare l’attuazione del calendario elettorale pubblicato dalla Commissione elettorale. Il coordinatore del gruppo, Dieudonné Mushagalusa, che ha letto la dichiarazione, ha dichiarato: «Raccomandiamo al Parlamento di approvare con urgenza la legge finanziaria per l’anno 2018. Tale legge potrà permettere al popolo congolese di sapere quale montante lo Stato intenda destinare all’organizzazione delle elezioni». Pur accogliendo con favore la pubblicazione del nuovo calendario elettorale, il gruppo ritiene che esso potrà essere attuato solo con il coinvolgimento di tutte le parti interessate, al fine di superare le difficoltà finanziarie, politiche, giuridiche, logistiche e di sicurezza ricordate dalla Commissione elettorale. Oltre alle raccomandazioni rivolte al Parlamento, il gruppo chiede anche al Governo di assegnare alla Commissione elettorale, in conformità con il piano di erogazione dei fondi, i mezzi finanziari e logistici necessari per le operazioni preelettorali, elettorali e post-elettorali. Dieudonné Mushagalusa ha infine aggiunto: «Ai partiti politici chiediamo di far proprio questo calendario elettorale pubblicato dalla CENI, privilegiando l’interesse superiore della nazione. Al popolo chiediamo di rinunciare a tutte le forme di violenza, da qualsiasi parte essa provenga, affinché le prossime elezioni siano veramente pacifiche».[10]

 

Il 12 novembre, l’inviato speciale per i Grandi Laghi dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia (OIF), Pascal Couchepin, ha terminato una missione di quattro giorni nella RD Congo. Egli ha incontrato i rappresentanti della maggioranza, dell’opposizione, della Commissione elettorale, della Conferenza episcopale e il presidente dell’Assemblea nazionale. Pascal Couchepin non ha potuto incontrare il presidente Kabila che si era recato all’interno del paese. Alcuni lo vedono come un segnale negativo. Secondo un diplomatico, «è il segno che il Capo dello Stato non vuole prendere troppi impegni».

Secondo Pascal Couchepin, la pubblicazione del calendario elettorale costituisce un “bagliore positivo”. Ora ci si deve assicurare che esso venga effettivamente attuato, altrimenti si rischierebbe una “implosione del paese”, data “l’esasperazione” del popolo.

Tuttavia, l’OIF si è detta ottimista. Nel tentativo di ripristinare la fiducia, essa ha chiesto la creazione di un gruppo di esperti internazionali in appoggio della Commissione elettorale per l’attuazione del calendario elettorale. Il principio di creare questo gruppo era già stato approvato nel mese di settembre, a New York, in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ma non è ancora stato applicato. Questo gruppo di esperti internazionali sarebbe composto da rappresentanti dell’UE, dell’UA, dell’OIF,del la CIRGL e della SADC.

Secondo un rapporto finale della visita, «la Missione dell’OIF sottolinea l’importanza di un appoggio rafforzato e coordinato da parte della Comunità internazionale. In questo spirito, raccomanda la creazione di un gruppo congiunto di esperti internazionali a sostegno del processo elettorale. Invita tutte le parti interessate ad aderire a questo meccanismo. Questo gruppo dovrebbe permettere di facilitare l’attuazione e il monitoraggio di un cronogramma concertato e trasparente, nel rispetto delle prerogative costituzionali della Commissione elettorale».

La missione di informazione e di contatto della Francofonia ha incoraggiato tutte le parti implicate a lavorare sulla base di questo nuovo calendario elettorale per creare, in uno spirito inclusivo, le condizioni per organizzare elezioni libere, credibili e pacifiche.

Secondo l’OIF, è importante, a tale riguardo, che la Commissione elettorale faccia maggior prova di buona fede, elaborando un budget dettagliato e dialogando con le parti interessate e i partner internazionali, in modo che tutti si sentano coinvolti nel processo: «In questa prospettiva, la missione della Commissione elettorale è di elaborare, al più presto, un cronogramma e un budget dettagliati. La missione raccomanda alla Commissione elettorale di intensificare le consultazioni con i partiti politici, la società civile e i partner internazionali, come previsto nei testi, al fine di  promuovere una maggior partecipazione di tutte le parti interessate al processo elettorale in corso». La missione sottolinea, tuttavia, la necessità che tutte le parti interessate prendano le misure adeguate per garantire l’attuazione rigorosa e puntuale del nuovo calendario elettorale, tra cui la rapida approvazione del quadro legislativo necessario per l’organizzazione delle elezioni (compresa la revisione della legge elettorale) e la messa a disposizione dei mezzi logistici e finanziari che consentano di soddisfare i requisiti tecnici inerenti a tale calendario.

Tra la Comunità internazionale e la Commissione elettorale continua il braccio di ferro sulla questione del finanziamento elettorale. Pascal Couchepin ha dichiarato in modo chiaro che «i Paesi finanziatori non daranno un soldo senza avere dapprima la garanzia che le elezioni si svolgeranno e che i fondi concessi saranno effettivamente spesi per la loro preparazione».[11]

 

Il 22 novembre, nel corso della conferenza stampa settimanale, la portavoce della MONUSCO, Florence Marchal, ha dichiarato: «visto che la Commissione elettorale ha pubblicato il nuovo calendario elettorale, la MONUSCO lavorerà sulla base di questo calendario e cercherà di fare in modo che la tempistica in esso indicata sia rispettata. D’altra parte, per quanto riguarda il mandato delle Monusco come espresso nella risoluzione 2348, esso prevede che le Nazioni Unite, inclusa la MONUSCO, forniscano un appoggio tecnico e logistico all’organizzazione delle elezioni. In questo contesto, siamo attualmente in contatto con la Commissione elettorale per stabilire come condividere le responsabilità per quanto riguarda la distribuzione del materiale elettorale sul territorio, come abbiamo già fatto per le operazioni di revisione del registro elettorale».

Mentre diversi partiti politici di opposizione e organizzazioni della società civile manifestano il loro disaccordo sul calendario elettorale recentemente pubblicato dalla Commissione elettorale, mentre la piattaforma dei Centristi chiede un nuovo dialogo e altri, come i Progressisti di Samy Badibanga, auspicano un addendum all’Accordo del 31 dicembre 2016, la MONUSCO non vede altri ambiti di consenso. In questo contesto, Florence Marchal ha affermato che «la pubblicazione di questo calendario non è un atto isolato, ma fa parte dell’applicazione globale dell’Accordo del 31 dicembre 2016. Questo accordo rimane l’unica tabella di marcia che possa consentire al paese di avviarsi verso elezioni libere, pacifiche, trasparenti e democratiche. Questo accordo è davvero la luce e il faro che ci guidano nella via dell’organizzazione delle elezioni. È quindi importante applicare anche le altre componenti dell’accordo stesso, cioè le misure di rafforzamento della fiducia, il rispetto dei diritti umani e il rispetto delle libertà fondamentali: la libertà di espressione, di riunione e di manifestazione».[12]

[1] Cf AJ Lomandja – Desk-Wondo.org, 10.11.’17  http://desc-wondo.org/fr/decryptage-pesanteurs-politiques-dun-calendrier-electoral-technique-aj-lomandja/

[2] Cf 7sur7.cd, 10.11.’17  https://7sur7.cd/new/2017/11/calendrier-electoral-analyse-critique-lex-pm-badibanga-ramene-la-presidentielle-les-legislatives-et-provinciales-au-22-juillet-2018/

[3] Cf Grevisse Kabrel – Forum des As – Kinshasa, 06.11.’17

[4] Cf Christophe Rigaud – Afrikarabia, 05.11.’17

[5] Cf Will Cleas Nlemvo – Actualité.cd, 07.11.’17

[6] Cf Radio Okapi, 07.11.’17

[7] Cf Radio Okapi, 07.11.’17

[8] Cf Stanys Bujakera Tshiamala – Actualité.cd, 07.11.’17; Alphonse Muderhwa – 7sur7.cd, 08.11.’17; Radio Okapi, 08.11.’17

[9] Cf Radio Okapi, 09.11.’17

[10] Cf Radio Okapi, 09.11.’17

[11] Cf RFI, 13.11.’17; Actualité.cd, 13.11.’17; Radio Okapi, 14.11.’17

[12] Cf Actualité.cd, 23.11.’17