Lug 07

Conferenza episcopale e maggioranza presidenziale → due letture diverse della stessa realtà

Editoriale Congo Attualità n.326 a cura di Rete Pace Congo

 

Il Messaggio dei Vescovi cattolici

 

Il 23 giugno, nel loro messaggio intitolato “Il Paese va molto male. Congolesi: in piedi!”, i vescovi membri della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo (CENCO) si sono dichiarati «profondamente preoccupati per il continuo deterioramento della situazione socio economica, del rispetto dei diritti umani e della sicurezza».

– Circa la situazione socio-economica, i Vescovi constatano «un abbassamento del tasso di crescita, la svalutazione della moneta nazionale nei confronti delle valute estere, la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie, la difficoltà di accesso all’assistenza sanitaria e all’istruzione di base, l’accumulo di salari arretrati non pagati, l’esplosione della disoccupazione giovanile. … La corruzione, l’evasione fiscale e l’appropriazione indebita di fondi pubblici hanno raggiunto proporzioni allarmanti. Abusando del loro potere, un gruppo di connazionali si è impossessato di enormi ricchezze a scapito del benessere sociale collettivo. Tutto ciò è alla base di gravi disordini sociali, di un banditismo in espansione e del reclutamento dei giovani in innumerevoli milizie».

– Sulla situazione dei diritti umani, i Vescovi fanno notare che «le restrizioni al diritto della libertà di espressione e le interdizioni di manifestazioni pacifiche sono aumentate. Dei difensori dei diritti umani, degli esponenti dell’opposizione politica e dei membri della società civile con idee divergenti da quelle del potere sono regolarmente minacciati o arbitrariamente arrestati. I responsabili di queste violazioni dei diritti umani non sono affatto ricercati dalla giustizia, tanto meno processati e condannati».

– Per quanto riguarda le cause di questa situazione, i Vescovi affermano che «la miseria in cui vive oggi la popolazione congolese è una conseguenza della crisi politica dovuta principalmente alla non organizzazione delle elezioni  previste, secondo le disposizioni della Costituzione, in novembre 2016. L’accordo politico globale e inclusivo del 31 dicembre 2016 contiene delle piste di soluzione per un’uscita pacifica dalla crisi ma, per mancanza di volontà politica, la sua attuazione è quasi  insignificante. A scapito della sofferenza del popolo, i politici moltiplicano delle strategie per svuotarlo del suo contenuto, mettendo così a rischio l’organizzazione di elezioni libere, democratiche e pacifiche. L’annesso relativo alle disposizioni di applicazione di questo accordo è stato svuotato della sua sostanza a favore di disposizioni particolari non inclusive. La legge sul Consiglio Nazionale per la Supervisione dell’Accordo del 31 dicembre (CNSA), organo fondamentale per l’attuazione dell’accordo stesso, non è mai stata iscritta all’ordine del giorno dell’ultima sessione parlamentare ordinaria. Le soluzioni finora adottate non contribuiscono alla coesione nazionale e rischiano piuttosto di accelerare l’implosione del Paese».

– Sul come fare e cosa fare per poter uscire da questa crisi che mina la società congolese, i vescovi affermano: «Il paese va molto male. Mettiamoci in piedi, alziamo le nostre teste ancora piegate e prendiamo lo slancio (…) per costruire un paese più bello di quello attuale (vedi l’inno nazionale congolese). È necessario prendere il nostro destino in mano, altrimenti il nostro futuro sarà a lungo ipotecato. Di fronte alla triste situazione in cui si trova oggi il nostro paese, la cosa peggiore è lo scoraggiamento! Chiediamo insistentemente di non cedere né alla paura né al fatalismo. Una minoranza di concittadini ha deciso di prendere in ostaggio la vita di milioni di Congolesi. È inaccettabile! Dobbiamo prendere in mano il nostro destino comune.

La soluzione pacifica della crisi attuale richiede lo svolgimento delle elezioni presidenziali, legislative nazionali e legislative provinciali prima del mese di dicembre 2017, come previsto nell’accordo politico del 31 dicembre 2016». Per preparare bene le prossime elezioni, occorre farsi identificare e registrare, affinché la Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI) disponga di un registro elettorale affidabile che permetta di convocare le elezioni entro i tempi stabiliti».

Per questo, i Vescovi incoraggiano le varie  iniziative di educazione civica ed elettorale (divulgazione della legge elettorale e dell’Accordo politico del 31 dicembre 2016, momenti di preghiera e di digiuno per la nazione) e l’impegno attivo e pacifico di tutti a favore del rispetto e della piena attuazione dell’accordo del 31 dicembre da parte dei suoi firmatari, al fine di sradicare le cause profonde delle nostre sofferenze».

 

La dichiarazione della Maggioranza Presidenziale

 

Il 28 giugno, riunitosi per esaminare l’ultimo messaggio della CENCO, il Comitato politico della Maggioranza Presidenziale (MP) ha concluso il suo incontro con una dichiarazione finale.

– Per quanto riguarda le cause della crisi politica attuale, il Comitato politico della MP ha voluto ricordare all’opinione pubblica «i vari ostacoli incontrati nel processo di attuazione dell’accordo politico del 31 dicembre 2016. Si tratta:

– delle profonde divisioni constatate in seno al Raggruppamento dell’Opposizione;

– delle difficoltà incontrate dalla CENCO nel conciliare i punti di vista di tutte le parti implicate nel dialogo del Centro Interdiocesano, in particolare per quanto riguarda le ultime due questioni di divergenza, cioè la nomina del Primo Ministro e quella del Presidente del Comitato Nazionale di Supervisione dell’Accordo e del processo elettorale (CNSA);

– dell’intransigenza e del radicalismo di una parte dell’opposizione politica, nonostante le indicazioni fornite dalla Cenco sulla questione delle candidature all’incarico di Primo Ministro;

– della politicizzazione di questioni funerarie nella gestione di problematiche di Stato;

– dei gravi sospetti di collusione (dei vescovi) con le persone implicate nei dossier relativi alle misure di rasserenamento del clima politico, sulla base di false argomentazioni a loro favore;

– della divulgazione di informazioni su certe questioni altamente sensibili;

– della mancanza di neutralità da parte dei Vescovi nel loro ruolo di mediazione».

– Circa l’organizzazione delle elezioni, il Comitato politico della MP ricorda «le disposizioni dell’accordo politico del 31 dicembre 2016, in particolare quelle citate nel capitolo IV, punto 2 in cui si afferma che le parti interessate si sono messe d’accordo sull’organizzazione delle elezioni presidenziali, legislative nazionali e legislative provinciale in un solo giorno e al più tardi nel mese di dicembre 2017. Tuttavia, il Consiglio Nazionale di Supervisione dell’Accordo e del processo elettorale (CNSA), il Governo e la Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI) possono valutare, all’unanimità, quanto tempo sia necessario per lo svolgimento completo di quelle elezioni».

– Per quanto riguarda le vie d’uscita dalla crisi, il Comitato politico della MP – afferma che, come chiesa in mezzo al villaggio, la CENCO dovrebbe evitare qualsiasi discorso, diretto o indiretto, di incitamento alla violenza e alla disobbedienza civile e difendere le virtù del dialogo, della riconciliazione e della concordia e non il ricorso alla violenza;

– raccomanda al governo della Repubblica di adottare misure urgenti per migliorare la situazione sociale ed economica del popolo congolese, nonostante l’attuale crisi economica, di continuare a fornire alla Commissione elettorale i mezzi necessari per la buona riuscita del processo elettorale, di accelerare la pacificazione del Gran Kasai, per consentire alla Commissione elettorale di continuare le operazioni di registrazione degli elettori;

– esorta la Commissione elettorale a finalizzare il processo di registrazione degli elettori, che costituisce una tappa importante per l’adozione di un calendario elettorale realista e credibile;

– chiede alla CENCO di svolgere adeguatamente il suo ruolo spirituale, attraverso la diffusione di messaggi di pace e la esorta a restare in quella logica che ha prevalso quando i Vescovi, in occasione della presentazione del loro rapporto finale al presidente Joseph Kabila, gli hanno raccomandato di agire conformemente alle sue prerogative di garante della Nazione, per salvare il processo in corso e la democrazia nel nostro paese;

– chiede alla popolazione congolese di mantenere la sua fiducia nelle Istituzioni della Repubblica e di non cedere alle manipolazioni dei politici, dichiarati o no, che l’incitano alla violenza».