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Gen 16 2013

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A BUKAVU TORNA MUKWEGE, IL MEDICO CHE ‘AGGIUSTA’ LE DONNE

Misna

 

È tornato in Kivu Denis Mukwege, il medico fondatore di una clinica per le donne vittime di stupri nell’est del paese, obiettivo di un mancato omicidio lo scorso ottobre. Lo riferisce l’emittente Radio Okapi secondo cui ad accogliere il ginecologo all’aeroporto di Bukavu c’erano esponenti della società civile e rappresentanti delle autorità locali.

Pattuglie di polizia e un contingente di militari hanno garantito la sicurezza del suo tragitto dall’aeroporto a casa. Il medico – che dopo il fallito attentato ai suoi danni, durante il quale un suo impiegato ha perso la vita, si è trasferito prima in Svezia e poi in Belgio – ha deciso di rientrare perché “la clinica necessita ancora del suo aiuto” riferisce in una nota la struttura. “La sua unica colpa – sottolinea un articolo apparso sulla rivista Jeune Afrique “è che cerca di aggiustare le donne”.

Mukwege, il cui ospedale Panzi e la fondazione associata curano ogni anno circa 3000 donne, ha fatto della denuncia degli stupri come arma da guerra, la sua battaglia personale. Nell’est della Repubblica democratica del Congo, lo stupro delle donne da parte di gruppi armati stranieri e locali, ma anche dai militari delle forze regolari, è stato definito dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, un fenomeno “endemico”, arrivando a parlare di tentato “genocidio sessuale” di una popolazione.

Nei quasi tre mesi di esilio ‘forzato’, il ginecologo ha partecipato a conferenze e incontri per sollevare il Europa il tema della violenza sulle donne in Congo: “In Kivu si stupra nel silenzio generale – sottolinea un articolo che porta la sua firma assieme a quella di altre 40 personalità, tra cui Mohammed Ali e Jaques Chirac, pubblicato nei giorni scorsi dal quotidiano Le Monde – eppure basterebbe che i 17.000 soldati della locale missione Onu (Monusco) fossero chiamati a fare il loro dovere e a garantire la loro missione, per il mantenimento della pace e la dignità della razza umana”.

Critiche pesanti alla già contestatissima missione internazionale, che si aggiungono a quelle contenute in un’intervista rilasciata pochi giorni fa alla Radio francofona belga, in cui Mukwege ha accusato i militari congolesi di partecipare alle violenze sessuali sulle donne e sottolineato che “i bambini nati da questi stupri diventano a loro volta vittime di violenza sessuale”.

[AdL]